Internet sotto stretta sorveglianza

La libertà del Web tema centrale del Rapporto 2003 di Reporter senza frontiere.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 20-06-2003]

Reporter senza frontiere, organizzazione internazionale di giornalisti, è impegnata per la difesa della libertà di informazione nel mondo, e dedica il suo Rapporto 2003 alla denuncia delle violazioni della libertà nel Web.

Il Rapporto si intitola "Internet sotto stretta sorveglianza-Gli ostacoli alla circolazione della libera informazione sulla Rete.", ed è scaricabile gratuitamente dal sito dell'organizzazione.

Vi si analizza la situazione di Internet in 60 Paesi, nel periodo che va dalla primavera 2001 alla primavera 2003. In totale, al 13 giugno 2003, risultano essere oltre una cinquantina gli internauti prigionieri nel mondo, di cui almeno tre quarti sono detenuti in Cina.

Tra i Paesi in cui la libera navigazione nel Web può costituire un reato perseguito penalmente c'è, per esempio, Cuba dove la strumentazione necessaria è disponibile solo nei negozi specializzati gestiti dallo Stato, accessibili solo con permesso delle autorità competenti.

Un Paese difficile per la libertà nel Web è anche la vicina Tunisia: la linea ufficiale sembra apparentemente favorevole alla democrazia elettronica ma la realtà è fatta di censura di siti, intercettazione delle e-mail, chiusura dei cybercaffè, arresti e condanne arbitrarie.

Nell'ambito del testo sono inoltre presi in esame i pericoli per la libertà nel Web anche in Paesi occidentali come gli Usa o la Gran Bretagna. Reporter sans frontieres ha scelto di premiare con il Primo Cyberpremio un internauta prigioniero: si tratta del tunisino Zouhair Yahyaoui.

Zouhair Yahyaoui è un cyberdissidente tunisino di 35 anni, nel luglio 2001 appena laureato e disoccupato, egli lancia dalla Tunisia un sito di informazioni, Tunezine.com, un sito dove con le armi della satira, critica la scarsa indipendenza della magistratura dal potere politico in Tunisia.

Il 4 luglio 2002 viene arrestato in un cybercaffè alla periferia di Tunisi, durante gli interrogatori viene ferocemente torturato e rivela la password del sito. Il 10 Luglio 2002 viene condannato a 2 anni di carcere per "diffusione di notizie false". Dall'inizio dell'anno 2003 è già entrato per ben tre volte in sciopero della fame.

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Pier Luigi Tolardo

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