Attentati di Bruxelles, immagini-bufala e complottisti sciacalli

Il vizietto di pubblicare qualunque cosa purché faccia scoop.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 31-03-2016]

Come al solito, anche per gli attentati di Bruxelles della scorsa settimana è esplosa la mania di pubblicare qualunque immagine senza verificarne la fonte. Non è soltanto superficialità: è molto chiaramente voglia di guadagnare clic e quindi far soldi su un tragedia.

Per fortuna ci sono dei debunker che cercano di contrastare il fenomeno, come in questo caso: una manciata di minuti dopo gli attentati PressTV ne pubblica già un video, dichiarando che si tratta di una ripresa tratta da una telecamera di sorveglianza dell'aeroporto di Bruxelles nel momento dell'esplosione, ma ben presto arriva @FinnJulle a sbugiardarlo: è infatti un video che risale al 2013. Notate la data aggiunta in sovrimpressione, a conferma che si tratta di una falsificazione intenzionale e non di un equivoco.

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Questo video falso è stato pubblicato anche da varie testate giornalistiche italiane, che l'hanno poi rimosso (solitamente senza alcuna rettifica). Una delle ultime a rimuoverlo è stato Il Giornale, che lo proponeva (a firma di Claudio Torre) ancora la sera del 23 marzo come se fosse stato autentico, e lo faceva nonostante Marcello Foa, sul proprio blog ospitato dal Giornale, lo avesse già sbugiardato alle dieci del mattino dello stesso giorno.

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Lo screenshot della cache di Google documenta che l'articolo di Claudio Torre era ancora online alle 20:31 GMT.

Un altro esempio di false immagini e riprese video riguardanti gli attentati di Bruxelles e spacciate per vere anche da testate giornalistiche estere è su Snopes.com. Il vizietto di pubblicare qualunque cosa purché faccia scoop, insomma, è assai diffuso.

Il debunking richiede tempo e bravura e non tutti possono fermarsi a fare ricerche su ogni immagine, ma tutti noi possiamo contribuire a contrastare questo sciacallaggio evitando di cliccare, inoltrare e retweetare qualunque immagine non autenticata; nel dubbio, meglio non inoltrarne nessuna, neanche quelle pubblicate dalle testate giornalistiche, anche per non incoraggiare il voyeurismo macabro che riemerge sempre in queste occasioni.

Naturalmente anche i complottisti non hanno colto una buona occasione per starsene dignitosamente zitti e hanno rigurgitato in Rete i propri deliri. Di solito non perdo tempo a segnalarli, ma faccio un'eccezione per un caso particolarmente patetico che dimostra eloquentemente come ragionano i complottisti: David Puente segnala che sul profilo Facebook di Rosario Marcianò (sostenitore del complotto delle "scie chimiche") è stata infatti annunciata (copia su Archive.is) la clamorosa "scoperta" che Wikipedia sapeva già tutto degli attentati prima che avvenissero ("Questi alle 08:20 gia [sic] sapevano tutto").

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Marcianò incalza, frugando nella cronologia di Wikipedia, e sottolinea una potente rivelazione:

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Marcianò, a quanto pare, non si rende conto che c'è una spiegazione banalissima: Wikipedia usa come orario il GMT, che attualmente è un'ora indietro rispetto all'ora italiana o di Bruxelles, e quindi non ha anticipato un bel niente.

Chissà se adesso i giornalisti che hanno invitato Marcianò in televisione e le amministrazioni comunali che hanno dato il patrocinio o il sostegno alle sue conferenze capiranno a chi hanno regalato un pulpito e un megafono.

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Paolo Attivissimo

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Distribuzione libera, purché sia inclusa la presente dicitura.

Commenti all'articolo (2)

Con il corollario che ciò comporta, da parte degli utenti, una sempre maggior necessità di senso critico e capacità di discernimento della bufala dalla verità e, in generale, porta il lavoro dei debunker ad un livello di assoluto valore pena la sempre maggior diffusione di notizie spazzatura false o deviate per meri scopi commerciali o... Leggi tutto
2-4-2016 15:15

L'articolo di Paolo conferma che oggi il problema non è tanto il "complottismo" in sé, perché le immagini-bufala di cui si parla all'inizio fanno parte della cosidetta informazione mainstream, che normalmente si contrappone al complottismo. Il problema è che internet ha aperto le porte alla divulgazione e all'informazione... Leggi tutto
31-3-2016 15:22

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