Il decreto bollette vieta le chiamate non richieste.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 01-04-2026]

La Camera ha approvato il cosiddetto Decreto Bollette, che introduce un divieto esplicito alle offerte telefoniche di luce e gas senza consenso preventivo, rendendo nulle le proposte commerciali effettuate tramite chiamate o messaggi non richiesti. La misura modifica l'articolo 51 del Codice del Consumo e stabilisce che, trascorsi sessanta giorni dall'entrata in vigore della norma, ogni contatto commerciale privo di autorizzazione preventiva diventa illegittimo.
Il nuovo impianto normativo prevede che le società energetiche possano contattare i consumatori solo in due casi: quando l'utente ha effettuato una richiesta diretta tramite le interfacce informatiche del professionista oppure quando si tratta di clienti già acquisiti che hanno espresso uno specifico consenso alle comunicazioni commerciali. In assenza di queste condizioni, la telefonata è vietata e il contratto eventualmente concluso è considerato nullo. La nullità è totale e riguarda sia le chiamate sia i messaggi, anche nel caso in cui il consumatore decidesse successivamente di mantenere la fornitura. La legge considera infatti invalido qualsiasi accordo nato da un contatto non autorizzato, equiparandolo a un contratto mai esistito. Il Garante Privacy prevede tuttavia una procedura di sanatoria per consentire all'utente di confermare volontariamente la fornitura, evitando interruzioni indesiderate.
Il provvedimento introduce anche l'inversione dell'onere della prova: non è più l'utente a dover dimostrare di non aver dato il consenso, ma il venditore a dover provare la validità del contatto e l'autorizzazione preventiva. Questo rafforza la posizione dell'utente e rende più difficile per i call center giustificare pratiche scorrette. Le aziende energetiche dovranno inoltre utilizzare numeri telefonici identificabili, eliminando l'uso di numeri anonimi o camuffati. L'Agcom avrà il potere di sospendere immediatamente le linee utilizzate per chiamate illegali o non assegnate al professionista, introducendo un meccanismo di controllo più rapido ed efficace.
Il decreto non modifica le regole per altri settori come telecomunicazioni, internet e servizi bancari, che restano soggetti al GDPR e al Registro pubblico delle opposizioni. Questa asimmetria normativa ha portato Asstel, l'associazione degli operatori delle telecomunicazioni, a chiedere una revisione urgente per evitare disparità di trattamento tra operatori multiservizio che offrono anche forniture energetiche.
Dalla riforma ci si attende una riduzione significativa delle chiamate indesiderate e un aumento della trasparenza nelle procedure di attivazione, con un progressivo abbandono delle pratiche più aggressive che hanno minato la fiducia degli utenti. Il provvedimento si inserisce in un contesto in cui il registro delle opposizioni non è riuscito a contenere il fenomeno del telemarketing selvaggio. Le nuove norme puntano a colmare le lacune del sistema precedente, introducendo obblighi più stringenti per i venditori e strumenti di controllo più incisivi per le autorità.
Il testo dell'emendamento è stato approvato dalla Commissione Attività Produttive della Camera e ha ottenuto la fiducia con 203 voti favorevoli e 117 contrari. Il decreto passa ora al Senato per l'approvazione definitiva entro i termini di legge. L'impianto approvato mantiene tutte le modifiche introdotte in commissione, compresa la stretta sul telemarketing.
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