Con Ubuntu Snappy le dipendenze non sono più un incubo

Ubuntu 16.04 non annoia pur essendo una LTS.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 06-07-2016]

ubuntu xenial

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Ubuntu 16.04 non annoia pur essendo una LTS

Una delle novità più interessanti di Ubuntu 16.04 non riguarda l'aspetto ma un particolare che nel prossimo futuro potrebbe cambiare il modo in cui si installano le applicazioni non solo in Ubuntu, ma nell'intero mondo Linux.

Con questa versione debutta infatti anche per le LTS il supporto ai pacchetti di Ubuntu Snappy.

Chi conosce AppImage può contentarsi di sapere che Snappy è una soluzione concettualmente simile, ma specifica del mondo Ubuntu. Per tutti gli altri occorre un minimo di spiegazione.

Quando si installa un'applicazione in Ubuntu, il gestore dei pacchetti si occupa di scaricare i file corretti (impacchettati in un file .deb, dato che Ubuntu è una derivata di Debian) ma anche tutte le sue dipendenze, ossia le librerie e gli eventuali software accessori necessari al funzionamento dell'applicazione.

Generalmente tutto ciò non crea problemi. A volte però spuntano necessità particolari: per esempio, si potrebbe desiderare di installare un'applicazione che dipende da una versione particolarmente recente di una data libreria ma non si può aggiornare quella già presente poiché quella particolare versione serve ad altre applicazioni.

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Invece di farsi venire il mal di testa per cercare di conciliare le esigenze di tutti, si possono usare gli Snap Packages. Si tratta di pacchetti che contengono l'app che si vuole installare insieme a tutte le dipendenze necessarie, ognuna nella versione corrette.

Quando si installa un pacchetto Snap non si interferisce con quanto è già installato nel sistema, poiché tutto ciò che si va a installare resta per così dire "isolato" dal resto.

In questo modo si possono avere versioni diverse della stessa libreria in esecuzione senza che vadano in conflitto tra loro. Il sistema è poi abbastanza intelligente da non installare due volte un componente già presente, in modo da evitare che si sprechi spazio sul disco.

kubuntu
Kubuntu con KDE Plasma 5

Si capisce che un approccio di questo tipo rende molto più semplice aggiornare (e - perché no? - anche fare il downgrade) le applicazioni, poiché le dipendenze non sono più un problema. Anche una LTS può quindi disporre dei software più recenti, senza che la stabilità del sistema di base ne risenta o venga compromessa, e con un evidente vantaggio per la sicurezza.

Parlando di novità, non possiamo non ricordare che Xenial Xerus usa il kernel Ubuntu 4.4.0-18.34, che si basa sul kernel Linux 4.4.6 e contiene il supporto a una gran quantità di hardware aggiuntivo rispetto a quello supportato dalla LTS precedente: in particolare, sono supportati i chip Intel con architettura Skylake.

Chi si prepara ad aggiornare deve però fare attenzione a un dettaglio che potrebbe essere importante: questa versione non supporta più i driver Catalyst/fglrx, poiché essi non supportano la versione di XServer adottata da Ubuntu. Canonical suggerisce quindi di adottare le alternative open source radeon e amdgpu.

ubuntu mate 01
Ubuntu MATE

Per quanto riguarda l'ambiente desktop, Ubuntu 16.04 adotta GNOME 3.18 con alcune eccezioni: la versione di Nautilus è la 3.14, mentre quella di Calendar è la 3.20.

Ultima novità importante è il supporto al filesystem ZFS, limitatamente però ai server: durante l'installazione desktop, infatti, la possibilità di usare ZFS non compare nemmeno.

Come al solito, oltre alla versione principale con GNOME e Unity, Ubuntu 16.04 è anche disponibile con KDE (Kubuntu), che per la prima volta adotta KDE Plasma 5 in una LTS, e MATE (Ubuntu MATE), l'ambiente desktop derivato da GNOME 2. Quest'ultima edizione sarà però supportata soltanto per tre anni.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

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