Chat crash (4)

Dal punto di vista di un utente qualsiasi il disappunto viene da soluzioni invasive della privacy e dalla sottrazione di spazi che sono luoghi di incontro per molte persone, spesso sole, che hanno voglia di socializzare e fare nuove conoscenze.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 08-10-2003]

Da quando nel 1988 il finlandese Karkko Oikarinen ha scritto il programma che consente di usarle - l'IRC, Internet Relay Chat - si sono diffuse a macchia d'olio. Le reti di server IRC sono molte, come EfNet, IRCNet, UnderNet eccetera, e ogni provider di servizi Internet ne ha almeno una per i suoi utenti.

Le chat room, (le stanze di discussione online), questo il nomignolo con cui sono conosciute e che da solo evoca un mondo di intimità, spaziano da argomenti che vanno dalle ricette di cucina allo scambio di software passando per la passione della motocicletta. Sono diventate così popolari che alcuni operatori come tin.it hanno adottato dei bot-chatters per animarle 24 ore su 24. Si tratta di programmi informatici che simulano conversazioni virutali per mantenere alto l'interesse dei partecipanti (e la bolletta degli utenti per i più maligni).

I canali Irc sono potenzialmente infiniti e, in teoria ogni utente potrebbe crearne uno diventarne operatore e decidere chi entra oppure no, in base a un codice articolato ma semplice, dove la funzione di "kick", calcio, può espellere gli utenti indesiderati. Nel mondo delle chat si è sviluppato quello speciale linguaggio sgrammaticato precursore degli SMS: testi stringati, sparizione della punteggiatura, gergo da iniziati e le famose "faccine", gli emoticons, abbreviazione di emotion più icons, le "icone emotive" che con pochi segni permettono di indicare un complesso stato d'animo, dalla felicità: :-) alla tristezza :-( fino alla rabbia :-\. E che sono diventate un imperativo per ogni utilizzatore di chat.

Un modo di scrivere e comunicare che ha fatto parlare di scrittura orale, e che ha inaugurato una filone di ricerca della linguistica a cui le Università dedicano saggi e convegni.

I programmi per accedere alle chat, i "client", più famosi sono certamente mIRC per Windows e IRCle per Macintosh, entrambi "shareware", cioè programmi che se ti piacciono li paghi, altrimenti smetti di usarli dopo un periodo di prova. Oggi però fanno furore le webchat, i canali di discussione sul web, tanto facili da usare che basta cliccare sul link per accedervi e ritrovarsi in una stanza virtuale a parlare del più e del meno, con l'argomento del giorno riportato in testa alla finestra di dialogo.

I quindici anni suonati di questo strumento usato per "chiacchierare", l'inglese To chat, da cui il nome gergale, hanno aiutato lo sviluppo di molte virtual communities, le comunità virtuali informali che, interagendo nello stesso spazio elettronico, hanno favorito l'interesse di massa per l'Internet odierna.

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1 - La chiusura di Microsoft
2 - Il problema della sicurezza
3 - Il parere dello psichiatra, la strategia di Lycos
4 - Soluzioni invasive della privacy
5 - E' tutto finito?
6 - Un nuovo tipo di licenza corporate

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