Rubati sei milioni di username e password conservati in chiaro

Violato il database di Clixsense. I dati sono in vendita nel dark web.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 16-09-2016]

6 milioni password in chiaro rubate clixsense

Sono 6,6 milioni gli account Clixsense violati e i cui dati stanno finendo in Rete un po' alla volta.

Clixsense è un sito che promette di ricompensare i propri iscritti con moneta sonante a patto che essi clicchino su determinate pubblicità e rispondano a sondaggi online.

Il problema è che, a quanto pare, Clixsense è stato un po' carente sul fronte della sicurezza: i dati di 2,2 milioni di account sono igà stati pubblicati, e altri 4,4 milioni saranno messi in vendita nei prossimi giorni nel dark web.

Tra le informazioni sottratte da ogni account ci sono nome utente, password in chiaro, indirizzo email, data di nascita, indicazione del sesso, nome e cognome, indirizzo di casa, storico dei storico dei pagamenti e attuale saldo del conto interno al sito.

A differenza di altri dati personali finiti in Rete, quelli rubati a Clixsense non risalgono alla grande violazione di LinkedIn del 2012: il furto in questo caso è invece avvenuto all'inizio di settembre. Ciò significa che quei dati sono per lo più ancora validi, e di conseguenza hanno maggior valore quando vengono venduti.

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Distributed Denial of Service (DDoS): cresce l'impatto dei tempi di indisponibilitÓ di un sito web, che possono costare perdite di milioni di euro in termini di introiti, produttivitÓ e immagine aziendale.
Frode: perpetrata da malintenzionati con l'obiettivo di trafugare i dati di un sito e creare storefront illegittimi, o da truffatori che intendono impadronirsi di numeri di carte di credito, la frode tende a colpire - prima o poi - tutte le aziende.
Violazione dei dati: le aziende tendono a consolidare i dati nelle applicazioni web (dati delle carte di credito ma anche di intellectual property, ad esempio); gli attacchi informatici bersagliano i siti e le infrastrutture che le supportano.
Malware del desktop: un malintenzionato riesce ad accedere a un desktop aziendale, approfittandone per attaccare i fornitori o le risorse interne o per visualizzare dati protetti. Come il trojan Zeus, che prende il controllo del browser dell'utente.
Tecnologie dirompenti: pur non essendo minacce nel senso stretto del termine, tecnologie come le applicazioni mobile e il trend del BYOD (bring-your-own-device) stanno cambiando le regole a cui le aziende si sono attenute sino a oggi.

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Clixsense ha confermato la violazione, con la quale gli hacker sono riusciti a impadronirsi sia del sito che del server email che dei record DNS.

Per mitigare le conseguenze dell'attacco, il sito ha reimpostato le password di tutti gli utenti, che sono stati avvisati via email: è la stessa procedura che non molto tempo fa ha seguito Dropbox quando a finire in Rete sono state le credenziali dei suoi utenti.

Per gli utenti di Clixsense la situazione è però peggiore: il fatto che gli hacker siano riusciti a rubare le password in chiaro significa che in primo luogo non erano crittografate nel database del sito.

Ciò, oltre a costituire un rischio peggiore per gli utenti rispetto al comunque grave ma meno pericoloso furto degli hash delle password, sembra proprio indicare che Clixsense non ha finora preso sul serio la sicurezza dei propri utenti.

È bene quindi ancora una volta ricordare che non bisogna consegnare i propri dati con leggerezza nelle mani di chicchessia, anche se la prospettiva di guadagnare denaro facile lo rende un sacrificio all'apparenza accettabile.

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Commenti all'articolo (1)

E' proprio la possibilitÓ di guadagnare denaro facile che dovrebbe mettere in allerta e far dubitare dell'opportunitÓ... :roll:
28-9-2016 19:32

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