Condividere il taxi? Si può anche in Italia

A Torino, Milano e Roma.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 14-09-2017]

taxi
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È stato presentato oggi un nuovo servizio di condivisione del taxi in pooling, operante esclusivamente tramite tassisti con regolare licenza, che dovrebbero così assicurare ai consumatori uno standard di qualità e di sicurezza elevato.

Si chiama mytaxi match e sarà inizialmente disponibile a Varsavia, dove sarà possibile condividere 1.000 veicoli. Successivamente il servizio verrà lanciato anche in altre città europee. Per garantire il successo di questa nuova tecnologia, negli ultimi mesi mytaxi match è stato sottoposto a specifici test.

Andrew Pinnington, CEO di mytaxi, ha rilasciato a Zeus News il seguente commento: "Dobbiamo continuare a innovare la nostra tecnologia per condurre il settore dei taxi nel ventunesimo secolo. Siamo certi dei vantaggi sia per i passeggeri, i quali possono beneficiare di un servizio premium a un prezzo ridotto, sia per gli autisti, che hanno modo di aumentare le loro corse. Il lancio a Varsavia segna un importante passo verso la nostra ambizione di portare il servizio nelle altre città europee nelle quali già operiamo col servizio standard".

L'app promette di essere il più semplice possibile per l'utente. Con pochi click, infatti, connette due differenti passeggeri che viaggiano nella stessa direzione e che potranno condividere la comodità, la velocità e il costo della corsa. I passeggeri più "ecologici" possono viaggiare felici sapendo che la condivisione del viaggio riduce i livelli di inquinamento e il traffico cittadino. Al momento mytaxi è presente in Italia a Roma e a Milano.

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Ma mytaxi non è l'unica app che mira alla condivisione del taxi. Già operante in Italia (per ora solo a Torino) c'è infatti Wetaxi, che permette di prenotare e condividere il taxi in tempo reale.

Nei giorni scorsi Wetaxi ha lanciato una campagna per rendere più semplice ed economico spostarsi da e per l’aeroporto Sandro Pertini di Torino Caselle: prenotando il taxi tramite l’applicazione nelle fasce orarie comprese tra le 6 e le 10 e tra le 16 e le 20 sarà sempre garantito uno sconto sulle corse pari al 50%.

Per condividere un taxi da e verso l’aeroporto, basterà aprire l’app, selezionare “condividi il taxi”, inserire l’indirizzo di partenza o destinazione e scegliere la fascia oraria di interesse. Sarà l’applicazione stessa a trovare gli altri passeggeri con cui dividere la corsa e comunicherà all’utente, almeno mezz’ora prima, l’esatto orario di partenza. Il prezzo verrà comunicato in anticipo e con uno sconto fisso del 50%, sia che si riesca a viaggiare in compagnia sia che si viaggi da soli.

Il servizio di Wetaxi, startup del Politecnico di Torino, ha preso il via nel capoluogo piemontese grazie alla collaborazione con Taxi Torino, che unisce le storiche cooperative torinesi Radio Taxi 5730 e Pronto Taxi 5737.

Massimiliano Curto, CEO della startup torinese, ha spiegato a Zeus News: "Vogliamo trasformare il servizio di trasporto urbano, garantendo trasparenza e semplicità". L'app consente infatti di prenotare gratuitamente il taxi con pochi click sullo smartphone specificando giorno e ora, di avere il calcolo della tariffa in anticipo inserendo punto di partenza e di destinazione, di controllare gli spostamenti del taxi in tempo reale e di pagare tramite app oppure direttamente a bordo. In più, l’applicazione permette di condividere la corsa e risparmiare ulteriormente, non soltanto in termini economici ma anche ambientali, abbattendo le emissioni nocive di CO2 in atmosfera.

A Milano è previsto per i primi mesi del 2018 il lancio di BluPooler, un altro servizio nascente di taxi condiviso. È stato presentato a luglio da BePooler durante People & Mobility 2.0, un evento relativo a un sistema intelligente di ottimizzazione dell'impatto urbano del parco auto e di sicurezza stradale.

Auto proprie, taxi e flotte, il tutto semplicemente ottimizzando il coefficiente di riempimento delle auto, senza investimenti infrastrutturali né aumentando tempi e costi connessi. In definitiva, dunque, un servizio con un beneficio immediato, tangibile e verificabile da utilizzatori, aziende ed enti pubblici.

Andrea Moglia e Antonio Turroni di BePooler hanno messo a fuoco l’impatto degli attuali spostamenti in auto 1:1, cioè un solo lavoratore su un’auto, in riferimento a traffico, sicurezza e ambiente nella città di Milano, luogo dove, giornalmente, si muovono oltre un milione di lavoratori in e out. Congestione, inquinamento, incidenti e carico di stress sono alcune tra le conseguenze delle scelte inefficienti e, a questo proposito, BePooler offre una soluzione funzionale e condivisa: car together.

"Il successo tecnologico della piattaforma, sperimentato in oltre due anni di attività in Ticino, necessita di essere accompagnato da concreti vantaggi legati alla buona pratica del carpooling con i colleghi" ha spiegato Andrea Moglia a Zeus News. "C’è bisogno che gli utenti affrontino eventuali resistenze psicologiche al cambio delle abitudini. Una volta provato il servizio, la predisposizione a utilizzarlo aumenta, le barriere cadono e il carpooling diventa tendenza, quasi una moda".

Prosegue Moglia: "I benefici complessivi sono talmente evidenti e tangibili da far dimenticare l’abitudine di viaggiare da soli. Per questo il nostro progetto è un vero strumento di welfare aziendale. Le aziende lungimiranti favoriscono i carpoolers con incentivi economici (premi, buoni carburante) e vari benefits (parcheggi, accessi privilegiati, convenzioni, corsi di guida sicura), generando valore e fidelizzazione".

Antonio Turroni ha aggiunto: "Stiamo illustrando alle local authorities di competenza i benefici della destinazione di parcheggi e corsie preferenziali alle auto in pool: meno tempo, meno traffico, meno stress per tutti. Noi di BePooler possediamo la tecnologia più avanzata al mondo con un pacchetto a 360 gradi capace di coordinare policy aziendali e incentivi pubblici, oltre a strumenti tecnologici di assoluta avanguardia anche in relazione alle partnership d’eccellenza con Viasat (per il monitoraggio del driving behaviour) e con il Politecnico di Milano".

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