Lena, la ragazza di Playboy più guardata nella storia dell'informatica



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 01-10-2017]

lena std

La scomparsa di Hugh Hefner, fondatore di Playboy, a 91 anni, riporta in mente tante cose a tanti fruitori delle sue riviste e del suo impero basato sulle grazie femminili, ma fa riemergere anche una storia forse poco conosciuta che lega Playboy all'informatica in una maniera decisamente insolita.

Oggi diamo per scontata la possibilità di creare e condividere foto digitali, ma negli anni Settanta questa era un'idea oggetto di ricerca avanzata. In particolare, nel 1973 alla University of Southern California c'era un ricercatore, Alexander Sawchuk, che stava cercando un'immagine da usare come riferimento per i test di digitalizzazione.

Di solito si usavano le immagini di calibrazione degli studi televisivi: immagini noiose che risalivano agli anni Sessanta. Per la conferenza tecnica che stava preparando gli serviva un'immagine su carta patinata che includesse un volto umano. Guarda caso, arrivò qualcuno con una copia di Playboy.

Fu strappata la parte superiore del paginone centrale della rivista per poterne fare la scansione con i metodi primitivi di allora (lo scanner era uno di quelli per le telefoto e bisognava montare la foto su un cilindro rotante) nei tre colori primari, a una risoluzione di 100 linee per pollice, elaborata poi con un minicomputer Hewlett Packard 2100. Un procedimento complicato che produsse un'immagine da 512x512 pixel, mostrata all'inizio di questo articolo (l'originale è in formato TIFF). Sono metodi e valori che oggi fanno sorridere, ma erano lo stato dell'arte di allora.

La scansione della Playmate era una soluzione improvvisata, nata per uno scopo momentaneo, ma ben presto altri ricercatori chiesero a Sawchuk una copia dell'immagine da usare come campione standard di riferimento per valutare i propri programmi di compressione ed elaborazione delle immagini. In breve tempo quella foto di Playboy divenne lo standard tecnico di tutto il settore della fotografia digitale, e se oggi abbiamo GIF, JPEG e tanti altri formati per la trasmissione di immagini lo dobbiamo anche a quest'improvvisazione californiana, fatta oltretutto in violazione del copyright.

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Ma chi è la ragazza in questione? Playboy la presentò come Lenna Sjööblom, Playmate di novembre 1972, ma il suo vero nome è Lena Söderberg. La sua immagine viene tuttora usata per la ricerca e la signora Söderberg non lo scoprì fino al 1997, quando fu invitata alla conferenza annuale della Society for Imaging Science in Technology. "Saranno così stufi di me, guardando la stessa foto per tutti questi anni!" commentò in quell'occasione.

La rivista di Hefner, solitamente ferrea con le violazioni del copyright, prese bene questo caso specifico, e anzi per l'occasione della conferenza diede una mano a rintracciare Lena a Stoccolma, dove aiutava le persone con handicap a usare i computer.

Fonti: Lenna97: A Complete Story of Lenna; The Lenna Story; IEEE Professional Communication Society.

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Paolo Attivissimo

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Commenti all'articolo (2)

Decisamente pių interessante e piacevole la versione completa... :wink:
5-11-2017 11:34

Versione completa link
2-10-2017 18:52

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