[ZEUS News - www.zeusnews.it - 03-02-2026]

L'Europa sta davvero iniziando a costruire la propria risposta a Starlink, con i primi elementi della costellazione IRIS2 che hanno iniziato a entrare in funzione, con funzionalità limitate per ora destinate solo a usi governativi e militari. Il progetto, concepito per garantire autonomia strategica nelle comunicazioni satellitari, rappresenta uno dei passi più concreti dell'Unione verso un'infrastruttura indipendente per la connettività sicura.
IRIS2 è pensato come un sistema multi‑orbita che combina satelliti in orbita bassa, media e geostazionaria, con l'obiettivo di fornire servizi di comunicazione resilienti (dopotutto, IRIS2 sta per Infrastructure for Resilience, Interconnectivity and Security by Satellite), crittografati e adatti sia all'uso civile sia a quello governativo. Il progetto rientra nella strategia europea per la sovranità tecnologica, che punta a ridurre la dipendenza da operatori extra‑UE per servizi critici come la connettività satellitare. L'iniziativa è stata accelerata anche dal crescente ruolo strategico delle costellazioni private, emerso durante crisi geopolitiche recenti.
Secondo quanto dichiarato da rappresentanti europei, IRIS2 non è ancora in grado di sostituire completamente Starlink, ma è considerato un passo fondamentale nella direzione giusta. A esso si associa il programma GOVSATCOM, parte integrante della strategia spaziale dell'Unione, che costituisce la base per la futura integrazione dei servizi governativi e di sicurezza all'interno della costellazione IRIS2. Le autorità europee hanno confermato che l'obiettivo è raggiungere una capacità superiore a quella delle soluzioni attualmente disponibili sul mercato, pur riconoscendo che il percorso è ancora lungo.
Parallelamente al progetto IRIS2, l'Europa sta sostenendo operatori commerciali che potrebbero contribuire alla creazione di un ecosistema satellitare competitivo. Tra questi, Eutelsat è considerato uno degli attori principali: avendo ricevuto investimenti significativi da parte dello Stato francese, ha consolidato la propria posizione attraverso la fusione con OneWeb, creando una delle poche costellazioni LEO (Low Earth Orbit - Orbita Terrestre Bassa) non statunitensi con capacità operative su larga scala. Attualmente gestisce oltre 600 satelliti in orbita bassa, con piani di espansione ulteriori.
Nonostante questi progressi, diversi analisti ritengono che l'Europa sia ancora distante dal poter competere direttamente con Starlink. La costellazione di SpaceX ha raggiunto una diffusione globale, con migliaia di satelliti operativi e una capacità di risposta rapida in scenari di emergenza. Tuttavia, l'Unione Europea considera essenziale sviluppare un'alternativa autonoma, soprattutto alla luce delle implicazioni geopolitiche legate al controllo delle infrastrutture di comunicazione satellitare. Il dibattito sulla necessità di un sistema europeo indipendente è stato alimentato anche dalle discussioni internazionali sulla gestione e sul controllo delle costellazioni private. Alcuni governi hanno espresso preoccupazioni riguardo alla dipendenza da operatori commerciali per servizi critici, evidenziando la necessità di soluzioni regolamentate e supervisionate a livello statale. In questo contesto, IRIS2 è visto come un elemento chiave per garantire continuità operativa e sicurezza delle comunicazioni.
Il progetto europeo mira inoltre a supportare applicazioni civili come la connettività nelle aree rurali, la gestione delle emergenze e i servizi di navigazione avanzati. La Commissione Europea ha sottolineato che la costellazione sarà progettata per integrarsi con le reti terrestri e con i sistemi di comunicazione esistenti, creando un'infrastruttura ibrida capace di garantire resilienza anche in caso di interruzioni delle reti tradizionali. L'avvio operativo dei primi componenti di IRIS2 rappresenta un segnale importante per l'industria spaziale europea. Il settore sta vivendo una fase di forte competizione globale, con investimenti crescenti da parte di Stati Uniti, Cina e operatori privati. L'Europa punta a ritagliarsi un ruolo autonomo, sostenendo sia iniziative istituzionali sia operatori commerciali che possano contribuire alla costruzione di un ecosistema satellitare competitivo.
Le prossime fasi del progetto prevedono l'espansione graduale della costellazione e l'integrazione dei servizi governativi all'interno della piattaforma. L'obiettivo dichiarato è raggiungere una piena operatività entro la fine del decennio, con una rete in grado di supportare comunicazioni sicure, servizi critici e applicazioni commerciali avanzate.
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