Superfighetto a chi?

Il popolo dei Mac-lovers si racconta. E sovverte molti luoghi comuni.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 02-02-2004]

Li abbiamo chiamati superfighetti, li abbiamo immaginati con ciabatte, vestaglia, foulard e martini con oliva. Abbiamo attinto dal pozzo delle frasi fatte e dei luoghi comuni e di questo ci scusiamo, doverosamente. A dir la verità, lo abbiamo fatto di proposito, per sollecitare il Mac-people a farsi sentire anche su Zeus News. Ma le risposte, sia via mail che attraverso il form dei commenti in fondo all'articolo, ci hanno raccontato una situazione che va oltre i pregiudizi. Ecco una selezione dei loro interventi, catalogati per ciascuno dei cinque argomenti affrontati.

Le macchine costano, ma sono di qualità

Plastica buona, aspetto gradevole, raffreddamento efficiente (" non si capisce quando è acceso o spento") e prestazioni sempre più che attuali: Arcimboldo scrive che "mentre i pc si trastullavano ancora con la seriale i mac avevano USB e Firewire", Flavio ci racconta : "Uso un portatile e non lo spengo da agosto 2003, lo metto in sleep nello zaino e quando mi serve apro il monitor ed si accende in uno o due secondi. MAI riavviato, da due anni ad oggi."

Fearandil non è d'accordo "che i Macintosh costino di più di un compatibile di marca, [...] soprattutto se calcolate, per i PC, anche i vari aggiornamenti hardware per 4 anni". Dario è sulla stessa lunghezza d'onda: "Sono molto più longevi come prestazioni, occupano poco spazio, sono eleganti, potenti e possono essere montati tranquillamente in salotto senza abbruttire l'ambiente; soprattutto l'usato perde pochissimo di valore rispetto ai pc".

Belle macchine, sì, ma non acquistate per sfoggio o autocompiacimento: Settimio sostiene che "nel mondo Mac ci sono dei disgraziati (sic) che tengono le macchine per 10, 15 anni e gli fanno fare tutto quel che serve senza aver bisogno dell'ultimo megagigacomputer con raffreddamento a neuroni congelati [...] Conosco molte aziende che usano un Mac SE con 4 MB di Ram e fanno la loro porca figura".

Comunque qualcosa di vero nel pregiudizio c'è. Freddy riporta: "C'è un esercito di negozianti che si è arricchito su questo presunto elitarismo della piattaforma, spacciando componenti compatibili per originali Apple."

Il sistema è stabile e non occorre riavviare

Zuk riporta: "la parola riavviare l'ho cancellata dal vocabolario. Tempi di uptime di 10/15 giorni sono normali anche con un portatile mac: la gestione dello stop (standby detta alla windowsiana) è perfetta e funzionante al 100%". Per Giu "il look è solo un aspetto, funzionano molto meglio di qualsiasi altra cosa... sono affidabili, solidi, sono allo stesso facili per chi non ha esperienza e potentissimi per chi sa "smanettare".

È vero, non sono mancati periodi bui, ad esempio Cristiano ricorda "gli anni della crisi: diciamocelo, c'è stato un periodo un po' pesantino prima del passaggio a MacOS X". Ma oggi, pare, è tutta un'altra musica.

Moda? Ma per favore...

Flavio racconta: "qualche mese fa: un cinquantenne con la barba di qualche giorno, i jeans lisi, una maglietta nera e le scarpe da ginnastica è stato cacciato in malo modo dal bar durante una festa al Musée d'Orsay a Parigi. Era Steve Jobs, il fondatore della Apple, e la festa era in suo onore."

Leggenda o verità? Poco importa, visto che "il mio Powerbook viaggia sulle mie spalle infilato in uno zaino (ridotto così male che a molti farebbe schifo perfino toccare) e giro esclusivamente su una Yamaha da enduro del 1989."

Caso isolato? Sembrerebbe di no, ascoltando Arianna, "mamma lavoratrice che scrive i suoi articoli da casa, in ciabatte (quelle sì), jeans (macchiati di latte fuoriuscito dal biberon) e maglione di lana slabbrato." Certo, "confesso che il suo case e i suoi tasti bianchi mi piacciono, e sfiorarli mi dà un intrinseco piacere, ma l'ho scelto per la sua funzionalità".

Anche Bronca ("ho i jeans sporchi e vivo nella polvere") e Enrico ("mi vesto da metallaro, con la barba lunga, orecchini, tatuaggi e vicino al mio mac non manca mai una lattina di birra") demoliscono la visione dell'uomo in vestaglia. Fearandil, addirittura, si sente "un po' offeso dalla definizione di fighetto, io sono sempre stato spartano, solo che con i personal computer della Apple non senti la necessità di taroccare il processore o aggiungere dischi a iosa".

Rapporti con i cugini Linuxiani

Per Matteo l'articolo "sembra stato scritto 4 anni fa ..." ora, dice Giancarlo, "MacOS ha il kernel basato su unix, si possono installare un sacco di sw open source precompilati per mac", inoltre, sostiene il metallaro Enrico, "c'e il terminale bash, proprio come su Linux".

Ugo ritiene che i mondi Mac e Linux: "si stanno avvicinando. Sarebbe bello che la casa di Cupertino rendesse Open tutti i suoi software, credo che l'umanità godrebbe di un salto in avanti non da poco, ma [...] le cose belle di solito non si avverano". Secondo Gianluca "come da voi, anche moltissimi di noi evitano la pirateria".

Stefano giura di aver parlato del mac os Jaguar "a cena con Stallman", e di averlo molto incuriosito. Rimangono ancora molte differenze: "in Linux per configurare un qualcosa bisogna prima di tutto recitare un rosario in ebraico antico..." (Croweland), forse la soluzione è quella di Max: usare "le potentissime tools di debian sotto OSX".

Comunque, sostiene Cristiano, "tutte e due le comunità hanno un forte senso di identità. Benché ci siano alcune differenze sostanziali, non credo che le due posizioni siano necessariamente contraddittorie. Detestiamo spesso le stesse cose, siamo molto emotivi nel difendere le nostre convinzioni, ci sentiamo parte di un gruppo. Siamo tutti un po' fighetti..."

Usability e lavoro

Ancora Dario: "le macchine apple, oltre che belle, sono facili da usare, non hanno MAI problemi di incompatibilità fra programmi o componenti, non hanno mai problemi di installazione e disinstallazione di programmi, il sistema operativo è leggero (anche in una macchina di 6 anni puoi installare l'ultima versione di mac os e non hai problemi)".

Per Giancarlo "la bontà di un computer si misura dalla produttività, e il mac ne ha da vendere". Per questo, la scelta di Lio "è stata dettata solo dalla praticità. Non mi interessa smanettare, non mi interessa capire come funzionanno queste macchine, prefersico fare sport o andare in campagna a lavorare la terra. Purtroppo, sempre per lavoro, sono costretto a ricorrere ai sistemi windows, ma credetemi, lavorare con Mac è come prendere, finalmente, una boccata d'aria buona."

Per Alessandro "possedere un computer non deve essere un lavoro... forse sono semplicemente stanco di asservirmi alla macchina, ma preferisco che lei serva me...". Sarà per questo che, dice Luk, "non ci trastulliamo...ma lavoriamo sodo..sai? Pubblicità, libri, manifesti, presentazioni e altro..e lo facciamo dall'inizio degli anni '80...con lo stesso stile di quando uscì il primo mac".

Di fronte a tanto entusiasmo, nasce la grande curiosità di provare una di queste macchine. Per il momento, credo che seguirò il consiglio di Federico: "Bevitelo tu un martini secco."

Prosit.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 25)

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