I borseggi non si possono più denunciare

Dai primi di febbraio 2004 circola (con numerose varianti) un appello secondo il quale i borseggi non sono più denunciabili se non si sa chi è lo scippatore. La giustificazione, stando all'appello, è che il cambiamento nella legge serve al governo a creare un apparente calo nella criminalità.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 27-02-2004]

L'appello inizia raccontando un episodio di furto: "Mi sento presa in giro...Questo il pretesto per la mia riflessione. Venerdi' al mio amico G. viene rubato il portafogli alla stazione di Roma. Se ne rende conto solo quando, arrivato a casa a Milano, deve pagare il taxi. A questo punto, dopo aver regolato i conti col tassista, decide di andare a denunciare lo scippo subito, come chiunque nei suoi panni avrebbe fatto. In questura pero' gli viene precisato che da quest'anno la legge cambia, per cui un borseggio compiuto da ignoti non si puo' piu' denunciare (e quindi registrare) come reato di borseggio, ma come semplice smarrimento."

Stando all'appello, insomma, "in teoria se vi rubano la borsa o il portafogli dovete acciuffare il borseggiatore o almeno saperne nome e cognome". La causa di quest'anomalia sarebbe un trucco perpetrato dal governo in carica: "se il reato di borseggio si puo' denunciare solo in flagranza altrimenti e' smarrimento, a questo punto dal 2004 in poi gran parte delle denunce (e quindi del conteggio dei reati) sparira' dalle statistiche?".

In realtà la legge sulle denunce non è affatto cambiata. E' sufficiente una telefonata a qualsiasi Questura per appurarlo, come hanno fatto appunto alcuni lettori invece di disseminare l'appello senza controllarlo. Il fatto è confermato anche da altri lettori, che di recente hanno subìto un borseggio e hanno potuto sporgere regolare denuncia senza trascinarsi appresso il borseggiatore.

L'appello nasce probabilmente da un equivoco di fondo. "Cogliere in flagrante" non significa, come interpreta l'appello, "acciuffare il borseggiatore o almeno saperne nome e cognome", ma semplicemente accorgersi del borseggio ed essere sicuri che non si tratti di smarrimento. Tutto qui.

La vicenda raccontata dall'appello descrive chiaramente un caso in cui la persona che non ha più il portafogli ha solo il sospetto di essere stata borseggiata ("Se ne rende conto solo quando, arrivato a casa a Milano, deve pagare il taxi") e non può escludere il semplice smarrimento. Pertanto è corretto che la denuncia sia di smarrimento e non di borseggio. Per fare denuncia di borseggio, insomma, non è affatto necessario, insomma, acciuffare o riconoscere il borseggiatore: è sufficiente essere sicuri che non si tratti di smarrimento.

Una volta tanto, è possibile risalire con precisione alla fonte dell'appello. L'originale, privo dell'invito a diffonderlo, è infatti comparso il primo febbraio 2004 nel blog angelicagrant. L'autrice ha successivamente pubblicato, il 23/2/2004, una nota di chiarimento nel medesimo blog: "Chiedo scusa per l'eventuale uso "improprio" del mio messaggio, ma, va da sè, è fuori dal mio controllo... Tenendo presente che il blog non è un organo di informazione tipo giornale, io ho solo voluto raccontare un fatto così come mi è stato esposto e trarne alcune conclusioni. Poi mi è sembrato naturale informarne le persone che conosco (così come avrei fatto a voce) e dire loro di parlarne ad altri. In futuro starò più attenta. Davvero non avevo cognizione delle possibilità del web (sono mostruose, giganti). E' davvero una cassa di risonanza potentissima ed ora sto imparando che ogni parola messa sul web da un comune nessuno, come me, ha davvero molto più peso ed è amplificata a dismisura, rispetto ad una parola detta a voce."

Trovate il testo integrale dell'appello e altri dettagli nell'indagine antibufala.

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Paolo Attivissimo

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Distribuzione libera, purché sia inclusa la presente dicitura.

Commenti all'articolo (2)

Lisa
la mia esperienza di "borseggiata" Leggi tutto
1-11-2004 13:39

Luciano
Buonsenso Leggi tutto
30-3-2004 18:38

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