Il Trashware a Terra Futura

Quattro giorni di tools ed esperienze per costruire l'altro mondo possibile; anche gli operatori dell'informatica possono dire la loro, per evitare lo spreco delle risorse.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 09-04-2004]

Dall'1 al 4 aprile scorsi, si è svolta, alla Fortezza da Basso di Firenze, la prima edizione di Terra Futura, la mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità.

Più di 35 mila visitatori nelle quattro giornate di manifestazione, oltre 50 appuntamenti culturali, tra convegni, dibattiti, seminari e 400 i relatori intervenuti; più di 250 gli stand dell'area espositiva. Grande frequentazione dei convegni e folla vivace tra gli stand e gli spazi di animazione all'aperto.

In questi quattro giorni, i visitatori (tra i quali il vostro cronista) si sono interconnessi con le reti del consumo critico, il commercio equo, i gruppi d'acquisto e tutte le pratiche dal basso che cercano di ripensare il nostro stile di vita quotidiano. Attraverso "la contaminazione tra le diverse esperienze di sostenibilità sociale ed ambientale," recita il comunicato degli organizzatori, "abbiamo scoperto che vivere bene e con meno risorse è possibile a cominciare da noi stessi."

Avremo modo di affrontare, tra le tematiche qui sviluppate, quelle, numerose, che interessano ZeusNews. Per il momento mi limito a segnalare la presenza significativa del GOLEM, il Gruppo Operativo Linux di Empoli, già noto ai lettori di ZeusNews, che, insieme ad Unimondo, ai Linux User Groups della Toscana, Ingegneria senza Frontiere, Associazione Software Libero, ha presentato un laboratorio con dimostrazioni dal vivo su due temi specifici: il Trashware (di cui abbiamo già parlato) ed il Software Libero.

È stato presentato, ed è disponibile in rete, il Trashware-howto, un documento che, "basato sull'esperienza pratica del GOLEM, descrive e consiglia come affrontare una attività di recupero e riutilizzo dei computer dimessi altrimenti destinati allo smaltimento". La pratica della condivisione di conoscenze, non solo dei codici sorgente del software, attraverso lo strumento dell'"how-to", trova qui un'interessante dimostrazione pratica.

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L'app che permette di noleggiare un'autovettura direttamente dallo smartphone è molto contestata dai tassisti.
Non è necessario introdurre nuove regole per l'app. I tassisti hanno torto, perché il mondo si evolve ma loro ragionano come se Internet non esistesse, difendendo ciecamente la loro casta (che ha goduto di fin troppi privilegi negli ultimi anni).
I tassisti dovranno adeguarsi e mandare giù il boccone amaro, anche se un minimo di regolamentazione per l'app è necessaria.
L'app non va vietata del tutto, ma va limitata in modo pesante così da poter salvaguardare le esigenze dei tassisti.
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