La condivisione dell'infrastruttura permetterà di abbattere i costi e velocizzare l'ampliamento della rete.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 08-01-2026]

Fastweb/Vodafone e TIM hanno stretto un accordo preliminare che segna un passaggio rilevante nella strategia italiana per lo sviluppo del 5G. Gli operatori hanno definito un'intesa basata sul modello di Radio Access Network (RAN) sharing, con l'obiettivo di accelerare la copertura nazionale e rendere più sostenibile l'evoluzione delle reti mobili. Il progetto nasce in un contesto in cui i costi delle infrastruttura e la complessità delle norme hanno rallentato l'espansione del 5G, soprattutto nelle aree a bassa densità.
Il piano prevede la realizzazione di circa 15.500 nuovi siti entro la fine del 2028, distribuiti tra gli operatori coinvolti. Ciascuna azienda sarà responsabile dello sviluppo della rete in 10 regioni, con la possibilità di utilizzare le infrastrutture dell'altra nelle aree interessate. L'obiettivo dichiarato è portare il 5G anche nei comuni con meno di 35.000 abitanti, dove la copertura attuale risulta spesso limitata o disomogenea. L'accordo è definito "preliminare" perché richiede l'approvazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM). Solo dopo il via libera delle autorità potrà essere firmato il contratto definitivo, atteso entro il secondo trimestre del 2026.
Il modello RAN sharing consente agli operatori di condividere elementi della rete di accesso radio - come torri, siti e apparati - mantenendo però separata l'autonomia commerciale. Questo approccio permette di ridurre le duplicazioni infrastrutturali e di ottimizzare gli investimenti, soprattutto in un mercato caratterizzato da forte pressione competitiva sui prezzi e da costi energetici in crescita. Tutto ciò dovrebbe generare risparmi significativi nel lungo periodo. Gli operatori potranno così ridurre i costi di copertura - come energia e affitto delle torri - che negli ultimi anni hanno registrato incrementi medi annui rilevanti. L'efficienza ottenuta dovrebbe quindi consentire di liberare risorse per accelerare il passaggio al 5G standalone, una tecnologia costruita nativamente senza dipendenze dal 4G.
Il progetto, se approvato, potrebbe rappresentare uno dei più ampi interventi coordinati sulla rete mobile italiana degli ultimi anni. La realizzazione dei 15.500 siti entro il 2028 costituirebbe un'espansione significativa dell'infrastruttura nazionale, con potenziali benefici in termini di qualità del servizio, copertura e competitività del settore.
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