È la vendita di dominio più costosa mai realizzata.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 09-02-2026]

È una transazione senza precedenti quella che ha portato alla vendita del dominio ai.com per una cifra stimata di 70 milioni di dollari: il picco massimo mai raggiunto per un indirizzo web, ma anche un indicatore tecnico della corsa all'accaparramento di spazi virtuali strategici. Il dominio era stato precedentemente acquisito da OpenAI nel corso del 2023, periodo in cui il traffico dell'indirizzo veniva reindirizzato direttamente verso l'interfaccia di ChatGPT. Successivamente, la gestione del dominio è passata sotto il controllo di Elon Musk per sostenere il lancio di xAI, la sua impresa dedicata ai modelli linguistici di grandi dimensioni. Ora è nelle mani di Kris Marszalek, co-fondatore e CEO di Crypto.com, il quale ha confermato di aver completato l'acquisto già lo scorso aprile.
Dal punto di vista infrastrutturale, i domini composti da sole due lettere rappresentano una risorsa estremamente scarsa nel sistema dei nomi di dominio (DNS). La loro rarità deriva dai limiti imposti dai registri internazionali, rendendoli oggetti di investimento ad alta liquidità. Il valore di ai.com risiede nella sua capacità di intercettare query di ricerca dirette, minimizzando i costi di acquisizione del traffico organico attraverso in quanto molto facile da tenere a mente.
La transazione è stata finalizzata attraverso intermediari specializzati nel mercato secondario dei domini, un settore che opera con logiche simili a quelle del mercato dell'arte o degli immobili di lusso. Sebbene la natura di queste compravendite sia spesso protetta da accordi di non divulgazione (NDA), i dati emersi indicano che l'acquirente attuale ha investito una cifra che doppia quasi i record precedenti detenuti da indirizzi come voice.com o chat.com. Questo aumento di prezzo è correlato direttamente all'esplosione dei capitali di rischio riversati nelle startup di intelligenza artificiale negli ultimi ventiquattro mesi.
Se tutto ciò si scopre soltanto ora è perché Marszalek ha deciso di uscire allo scoperto spiegando quale sia il futuro del dominio che ha acquistato. Esso non si limiterà più a reindirizzare i visitatori verso servizi di terzi, come accaduto sotto la gestione di OpenAI e xAI. La strategia prevede la trasformazione di ai.com in una piattaforma proprietaria focalizzata sugli agenti autonomi, progettata per operare come un'infrastruttura di assistenza personale di massa. Il progetto descritto da Marszalek si basa sul concetto di "Agentic AI", una tipologia di intelligenza artificiale capace non solo di generare contenuti, ma di eseguire azioni concrete per conto dell'utente. La piattaforma sarà configurata per gestire attività eterogenee, dalla pianificazione logistica e organizzazione lavorativa fino a operazioni finanziarie complesse, come il trading automatizzato e la gestione di portafogli digitali. L'acquirente ha specificato che lo sviluppo è stato affidato a un team dedicato creato immediatamente dopo l'acquisto, con l'obiettivo di lanciare un prodotto consumer-friendly che riduca le barriere tecniche all'uso dell'intelligenza artificiale.
Sotto il profilo tecnico, la visione dichiarata per ai.com punta a una rete decentralizzata di miliardi di agenti capaci di auto-miglioramento continuo. L'infrastruttura della piattaforma utilizzerà chiavi di crittografia univoche per ogni utente, garantendo la segregazione dei dati in un ambiente protetto, un requisito fondamentale per le integrazioni previste con i servizi bancari e le reti di comunicazione. Secondo le linee guida strategiche, ai.com punta a posizionarsi come un hub universale per un «Social Network di Agenti», dove l'interazione uomo-macchina viene sostituita da un coordinamento fluido tra software delegati, accelerando la traiettoria verso l'intelligenza artificiale generale (AGI).
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