L'UE respinge Stop Killing Games, che ora punta al Parlamento europeo

La Commissione ha respinto l'idea di una normativa che obblighi a mantenere attivi i videogiochi online.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 21-06-2026]

stop killing games commissione ue
Foto di JESHOOTS.

L'Unione Europea ha deciso di non introdurre una normativa che obblighi gli editori a mantenere accessibili i videogiochi online dopo la fine del loro ciclo commerciale, respingendo la richiesta avanzata dalla campagna Stop Killing Games. La Commissione ha comunicato che, allo stato attuale, non ritiene possibile proporre un obbligo legale che garantisca la giocabilità dei titoli una volta terminato il supporto ufficiale. La posizione della Commissione si basa principalmente sulla tutela dei diritti di proprietà intellettuale. Nel comunicato ufficiale viene spiegato che i titolari dei diritti godono di prerogative esclusive sulle proprie opere e che tali diritti si estendono anche agli aspetti tecnologici e visivi dei videogiochi. Questa interpretazione limita la possibilità di imporre agli editori l'obbligo di mantenere attivi i server o di rilasciare strumenti per preservare la giocabilità.

In alternativa a un intervento legislativo, la Commissione ha annunciato l'avvio di un confronto con rappresentanti dell'industria e delle associazioni dei consumatori, con l'obiettivo di definire un codice di condotta relativo alla gestione del "fine vita" dei videogiochi. È prevista anche una campagna informativa sui diritti dei consumatori, ma non sono stati indicati tempi o modalità operative. La decisione rappresenta chiaramente un ostacolo per Stop Killing Games, movimento nato nel 2024 per contrastare la chiusura dei giochi utilizzabili soltanto online e per chiedere norme che impediscano la revoca dell'accesso ai prodotti acquistati. Il fondatore Ross Scott aveva anticipato la possibilità di un esito negativo, dichiarando in un video precedente alla decisione che «saremmo felici del supporto della Commissione, ma temiamo che tutto si riduca a una comunicazione non vincolante e che nulla cambi».

Nonostante il mancato intervento della Commissione, Scott sostiene che il percorso legislativo rimanga aperto attraverso il Parlamento Europeo. Il movimento avrebbe infatti ottenuto un sostegno crescente tra i deputati, con 45 membri che hanno firmato una richiesta formale di azione legislativa. Scott ha affermato che «abbiamo fatto progressi significativi in Parlamento» e che esisterebbe una maggioranza favorevole a modifiche del Digital Fairness Act. Il fondatore della campagna ha inoltre dichiarato che la decisione della Commissione «non è più il fattore determinante», sostenendo che il Parlamento potrebbe procedere comunque con un'iniziativa legislativa autonoma. Ha aggiunto che il percorso normativo appare favorevole sia nell'Unione Europea sia in California, dove sono in discussione misure simili sulla tutela dei consumatori digitali.

La campagna Stop Killing Games ha attirato l'attenzione internazionale dopo la chiusura dei server di alcuni titoli, tra cui The Crew, che aveva sollevato critiche per la perdita totale di accesso da parte degli acquirenti. Il movimento sostiene che la chiusura dei giochi online only senza alternative equivalga alla rimozione di un prodotto acquistato, con conseguenze per la conservazione culturale e per i diritti dei consumatori. A rendere più complicato il quadro ci sono anche segnalazioni circa gli incontri riservati, tenutisi nei mesi precedenti la decisione, tra la Commissione e i rappresentanti dell'industria. Alcune aziende avrebbero partecipato a riunioni «su invito» da parte della Commissione, mentre Stop Killing Games non sarebbe stata coinvolta. Il movimento ha definito «impossibile da ignorare» la tempistica di tali incontri rispetto alla decisione finale.

La Commissione, dal canto proprio, ha ribadito che la complessità del quadro normativo europeo in materia di copyright rende difficile imporre obblighi tecnici agli editori. Il codice di condotta annunciato dovrebbe definire linee guida volontarie, ma non è chiaro se includerà impegni concreti sulla preservazione dei giochi. La decisione non chiude il dibattito sulla conservazione dei videogiochi online, tema che continua a essere oggetto di discussione tra associazioni di consumatori, enti culturali e legislatori. Il movimento Stop Killing Games ha dichiarato che continuerà a lavorare per ottenere una normativa vincolante, sostenendo che la questione riguarda sia i diritti dei consumatori sia la tutela del patrimonio videoludico.

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Commenti all'articolo (4)

Concordo anch'io sull'obbligo di informazione ai consumatori della durata minima di mantenimento dei server e quindi di giocabilità dei titoli che possono essere giocati solo in remoto. Un obbligo di mantenimento in vita sine die sarebbe decisamente troppo oneroso e, direi, vessatorio nei confronti dei produttori di giochi come,... Leggi tutto
23-6-2026 14:36

Anche io credo che indicare una durata minima di mantenimento dei server attivi per un gioco da fare solo in remoto, sia una valida idea. D'altronde imporre obbligatoriamente ad una azienda di dover mantenere attivi dei server sia un gravame illogico. Esistono esempi di videogiochi che in passato erano protetti dal diritto di autore e... Leggi tutto
22-6-2026 21:37

Non conosco nello specifico il caso del gioco The Crew e non ho idea di quanto tempo hanno tenuto on-line i server. Secondo me, come minimo dovrebbero obbligarli a dichiarare per quanto tempo minimo verrano tenuti on-line i server. Un po' come le dichiarazioni di garanzia di aggiornamento dei cellulari.
22-6-2026 17:46

{dudek}
Il sistema dei copyright, così come quello dei brevetti non è complesso, è sbagliato alle radici, è estremamente ingiusto e quasi interamente dominato dalle compagnie più potenti, alla faccia della democrazia e dell'equità sociale. Mettiamo i puntini sulle "i". Tuttavia, con la... Leggi tutto
21-6-2026 12:02

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