La Commissione europea ritiene che il sistema di raccomandazione di TikTok possa intrappolare gli utenti in sequenze di contenuti potenzialmente dannosi.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 07-11-2026]

La Commissione europea ha comunicato a TikTok una contestazione preliminare nell'ambito del regolamento sui servizi digitali (DSA), sostenendo che il sistema di raccomandazione alla base della sezione Per te possa intrappolare gli utenti all'interno di un tunnel di contenuti simili, con possibili effetti negativi sul benessere psicologico, in particolare per minori e persone vulnerabili. Se le conclusioni preliminari dovessero essere confermate al termine dell'indagine, la piattaforma potrebbe andare incontro a sanzioni significative. Al centro della vicenda c'è il funzionamento dell'algoritmo che seleziona i video mostrati nel flusso personalizzato di ciascun utente. Secondo la Commissione, il sistema tende a proporre con sempre maggiore frequenza contenuti simili a quelli con cui una persona ha già interagito, creando una spirale nella quale determinati argomenti diventano progressivamente predominanti.
Per definire questo fenomeno, le autorità europee hanno usato l'espressione inglese rabbit hole effect, letteralmente effetto tana del coniglio (o tana del bianconiglio, dato che l'espressione nasce come riferimento all'esperienza della protagonista di Alice nel Paese delle Meraviglie), un'espressione utilizzata in questo contesto per descrivere situazioni nelle quali una persona viene guidata sempre più in profondità verso una specifica categoria di contenuti. Nel caso preso in esame, il problema riguarderebbe soprattutto temi legati a tristezza, isolamento sociale, immagine corporea e difficoltà psicologiche. Secondo le conclusioni preliminari dell'esecutivo europeo, TikTok non avrebbe valutato in modo adeguato i rischi derivanti dal proprio sistema di raccomandazione. L'indagine si è concentrata sia sulle procedure di valutazione del rischio adottate sia sulle misure introdotte per limitare eventuali effetti negativi del funzionamento dell'algoritmo.
La Commissione ritiene che la progettazione stessa del sistema di raccomandazione possa svolgere un ruolo determinante nella formazione di questi percorsi di consumo dei contenuti: il meccanismo utilizza segnali di coinvolgimento come visualizzazioni, apprezzamenti e altre interazioni per decidere quali filmati mostrare successivamente agli utenti. Nel comunicare le proprie conclusioni preliminari, la vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, ha dichiarato: «Ogni volta che un utente scorre o mette "mi piace" a un video su TikTok, l'algoritmo propone altro dello stesso tipo, conducendo gli utenti in tunnel di contenuti dai quali non è facile uscire». Ha aggiunto che «i risultati preliminari mostrano ancora una volta che TikTok deve intensificare gli sforzi per proteggere il benessere degli utenti, compresi i minori».
Bruxelles sostiene inoltre che le contromisure già introdotte dalla piattaforma non sarebbero sufficientemente efficaci. Tra queste viene citata la possibilità di indicare che un determinato contenuto non interessa all'utente, ma secondo la valutazione preliminare tale strumento non ridurrebbe in modo adeguato la frequenza con cui vengono consigliati contenuti potenzialmente problematici. Le autorità europee chiedono quindi modifiche concrete al funzionamento del sistema di raccomandazione: tra le misure indicate figurano un maggiore peso alle preferenze espresse in modo diretto dagli utenti, una minore dipendenza dal semplice tempo di visualizzazione come criterio di suggerimento e controlli più accessibili per gestire i contenuti mostrati nel flusso personalizzato.
La procedura rientra nel più ampio quadro del Digital Services Act, la normativa europea che impone obblighi particolarmente rigorosi alle piattaforme online di grandi dimensioni. Il regolamento richiede alle piattaforme di identificare, valutare e mitigare i rischi sistemici generati dai propri servizi, compresi quelli legati alla salute mentale, alla tutela dei minori e ai meccanismi algoritmici di raccomandazione. L'indagine su TikTok non rappresenta quindi un caso isolato: negli ultimi anni l'attenzione delle autorità di regolamentazione si è concentrata sempre più sul ruolo degli algoritmi nel determinare il comportamento degli utenti sulle piattaforme digitali. L'obiettivo dichiarato è comprendere se determinati modelli di progettazione possano incentivare forme di utilizzo considerate problematiche o favorire l'esposizione ripetuta a contenuti potenzialmente dannosi.
La Commissione sottolinea comunque che le proprie conclusioni sono, per ora, preliminari. TikTok ha il diritto di esaminare gli atti dell'indagine e presentare una risposta formale prima che venga presa una decisione definitiva. Il procedimento proseguirà quindi con ulteriori valutazioni e con il confronto tra le autorità europee e la società. Qualora le contestazioni fossero confermate in via definitiva, la Commissione potrebbe adottare una decisione di non conformità e imporre una sanzione economica. In base alle regole del DSA, l'importo potrebbe arrivare fino al 6% del fatturato annuo mondiale dell'azienda.
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