2014. Il futuro che ci aspetta

Come saremo e come sarà la società italiana tra 10 anni: dal lavoro al computer e Internet, passando per tempo libero e informazione, in un saggio stimolante di Roberto Ippolito.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 09-08-2004]

Come saremo e come vivremo nel 2014, tra 10 anni come sarà la società italiana? Sono domande naturali e legittime che tutti ci poniamo, magari spesso con ansia e preoccupazione, anche per le visioni apocalittiche che ci presenta il nostro presente, dalle Torri Gemelle alle stragi di Madrid passando per la guerra in Iraq, che tendiamo a proiettare ingrandite e terribili nel nostro futuro prossimo.

Un aiuto ad orientarci, alieno da terrorismi e facile utopismo, è il saggio di Roberto Ippolito, giornalista economico de "La Stampa", pubblicato da Laterza: "2014. Il futuro che ci aspetta". Un saggio in cui in una serie di capitoli, con l'aiuto dei maggiori esperti italiani di tutti i settori, vengono prese in esame le dimensioni principali della nostra vita individuale e collettiva, e analizzate le possibili tendenze prevalenti fra 10 anni.

Il libro non è fantascientifico ma piuttosto scientifico e realistico e, infatti, quello che vivremo fra 10 anni è un mondo che in parte assomiglia molto all'oggi perché sviluppa e matura tendenze già oggi presenti.

E' così in molti settori analizzati come per esempio la politica dove l'autore vede il dispiegarsi delle tendenze attuali, già molto avanti, del distacco dei cittadini dalla politica per preferire il volontariato, della dissoluzione dei partiti tradizionali a favore di movimenti incentrati su un argomento e a forte carattere personale con leader che divideranno e animeranno il dibattito politico più delle ideologie.

Un'altra tendenza forte per Ippolito è quella della "privatizzazione" che si sentirà nel mondo di sentire e vivere la famiglia: sempre più fatta di tanti modi diversi dalla coppia e famiglia tradizionale, fuori dalle regole legali e morali canoniche e anche il tempo libero, la stessa pratica dello sport e della palestra farà parte sempre più della sfera privata e della casa.

La casa, come l'abbigliamento, sarà sempre meno uniforme e massificata, sempre oggetto di tendenze unificanti ma sarà sempre più realizzata e arredata in modo fortemente personalizzato, per esprimere i gusti e la personalità di chi vi abita, si useranno molto il "loft" industriali di fabbriche dismesse, riadattati per abitazione, e i mobili saranno sempre più, anche quando non di costo elevato, oggetti unici, fatti non da un design seriale ma quasi su misura per chi li ordina.

Questo dovrebbe favorire la nostra industria che sarà sempre meno piccola e a gestione familiare se vorrà tenere un pò il passo con la competizione internazionale.

Il tono generale del saggio di Ippolito non è dunque pessimistico o negativo ma, piuttosto, positivo e speranzoso, anche se non dimentica di evidenziare i problemi che non mancheranno, come, per esempio, sul lavoro: ce ne sarà di più a causa del forte calo demografico di oggi che, fra 10 anni, dispiegherà tutti i suoi effetti, meno disoccupazione ma più polarizzazione fra lavoratori: avremo cioè un nucleo forte di lavoratori qualificati, addestrati alle nuove tecnologie e ben retribuiti, con prospettive di occupazione stabili, perché l'attuale forte tendenza alla flessibilità del lavoro e alla precarietà sarà ridimensionata dal calo della disoccupazione e dalla necessità per le aziende di tenersi il personale competente e motivato.

Dall'altra parte un altrettanto forte nucleo di lavoratori poco formati, non più giovani e senza prospettive stabili. Una polarizzazione nel mondo del lavoro fra garantiti, garantiti più dalla formazione e dalle competenze che da forme contrattuali e non garantiti che si rifletterà nel reddito, quindi avremo, per semplificare, molti più ricchi ma anche molti più poveri.

E' sul computer e Internet che Ippolito si sbilancia decisamente a ritenere che il digitale terrestre per la Tv non sarà una tecnologia di largo respiro, anzi non arriverà al 2014 ma sarà soppiantata dall'Internet a banda larga, questa sì capace di portare nelle case degli italiani 1000 canali ed occasioni diverse di formazione e divertimento personalizzato.

Ci saranno cellulari sempre più leggeri e microscopici, a forma di penna, solo per la voce ma il Pc sarà sempre meno quello desktop e sempre "communicator", a metà strada tra cellulare e Pc, wireless con un forte contenuto informativo.

Per Ippolito i ritardi nello sviluppo dell'e-book e dell'e-paper attuali saranno superati ma questo non significherà la scomparsa della carta stampata: anzi contenuti informativi on-line e via cellulare saranno molto integrati e si rimanderanno reciprocamente con i giornali tradizionali.

Si svilupperà un genere lettario nuovo: la lettura di un e-book sarà accompagnata da sottofondi musicali e visione di video.

La stessa casa sarà molto connessa e più che l'affascinante sviluppo, quasi asimoviano, di robot e umanoidi che rimanda a decenni successivi Ippolito vede bene per il 2014 un gran proliferare di sistemi esperti sempre più competenti e affidabili per le svariate esigenze della vita quotidiana e professionale.

L'informazione a causa della sempre maggiore integrazione fra Tv e carta stampata e Internet sarà sempre più globale, in mano a poche grandi imprese multinazionali con ingenti mezzi economici ma questo per reazione porterà a un forte ritorno dell'informazione locale, che darà voce e difenderà le identità culturali locali, di un paese europeo, di un villaggio, di un rione, di una regione, contro le grandi navi dell'informazione globale si muoveranno i corsari dell'informazione locale sul Web e sulla carta stampata, insomma non correremo il rischio dell'omologazione e di un'informazione indistinta ed acritica.

Scheda
Titolo: 2014
Sottotitolo: Il Futuro che ci aspetta
Autore: Roberto Ippolito
Editore: Laterza
Prezzo: 15 euro

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Pier Luigi Tolardo

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