Chattare, navigare... e non lavorare

Un'indagine fa emergere il profilo del "chattatore aziendale", figura che farebbe perdere tempo e denaro alle aziende. Ma è davvero così?



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 17-02-2005]

un popolare software di chat

La Internet Monitoring ha presentato un'indagine sull'Identikit del chattatore italiano, su un campione di 300 persone che frequentano le otto maggiori chat italiane, dove si collegano circa 22 mila utenti al giorno.

Secondo l'inchiesta, si tratterebbe di chattatori in maggioranza uomini, con meno di 30 anni, spesso con funzioni di responsabilità e che si collegherebbero prevalentemente dal posto di lavoro.

Internet Monitoring ha elaborato delle proiezioni secondo cui le ore lavorative spese nelle chat sarebbero ben 31 milioni all'anno, con un costo stimato in 500 milioni di euro. La ricerca si conclude con una classica "scoperta dell'acqua calda": cioè si chatta per cuccare, stringere relazioni affettive. E ci dice anche chi chatta dal posto di lavoro per il 63% non è soddisfatto della propria occupazione e ha un rapporto negativo con il proprio capoufficio.

Niente da dire sulla scientificità dell'inchiesta, che però contribuisce a confermare il solito luogo comune della perdita di tempo che Internet comporta nelle aziende: uno strumento di sfogo della "lazzaronite" di impiegati e quadri, che ha sostituito macchinetta del caffè e cruciverba, potendosi mimetizzare meglio nelle ordinarie attività che si svolgono sul Pc.

Leggi la seconda pagina dell'editoriale:
Impiegati che perdono tempo chattando e navigando su Internet

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

Commenti all'articolo (2)

Simone
Confermo appieno! Leggi tutto
18-2-2005 20:04

Davidendo
Sinceramente... Leggi tutto
18-2-2005 11:27

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