La Grande Telecom e l'Authority

Con la fusione decisa in questi giorni, Tim e Telecom Italia diventano una cosa sola. L'Authority riuscirà a evitare un nuovo monopolio?



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 28-12-2005]

al telefono

E' di questi giorni la notizia che Tim Italia e Telecom Italia si fondono definitivamente, diventano un'unica grande società telefonica del fisso e del mobile. La decisione del CdA Telecom ratifica la tappa finale di un percorso prima finanziario, con l'acquisto delle azioni Tim sul mercato e poi organizzativo, con diversi ordini di servizio che unificano responsabilità, ruoli, funzioni delle due società a livello di direzione generale e direzioni territoriali.

E' un processo che ha già visto integrarsi alcune offerte commerciali: la Teleconomy per i cellulari e la Tim Family per i telefoni fissi, i pacchetti unici di videotelefono fisso e telefonino Umts con offerte promozionali di videotelefonate gratis, l'unificazione dei servizi di informazione da fisso e da mobile nel 1254.

Anche a livello fisico, presto ci saranno palazzi che conterranno funzioni ex Tim ed ex Telecom Wireline, anche all'interno del processo di razionalizzazione legato alla cessione di molti immobili Telecom all'immobiliare di casa Tronchetti, la Pirelli Real Estate.

Nasce una corazzata dalla potenza di fuoco tale da sbaragliare qualsiasi concorrente. Quali mosse dovrebbe assumere l'Authority per le Comunicazioni per imbrigliare un simile gigante, e per evitare che gli italiani debbano fare i conti (in rosso) con un nuovo monopolio.

L'Authority non può tergiversare oltre sulla questione del cosidetto "operatore virtuale", l'obbligo cioè per Telecom Italia (ma anche per Vodafone, altro operatore dominante nella telefonia mobile) di affittare la propria Rete a gestori che si limiterebbero a rivendere traffico mobile e Sim come già avviene per la telefonia fissa.

Pronti a entrare nel ricco mercato italiano della telefonia mobile come operatori virtuali ci sono già Virgin Mobile (la prima compagnia di questo genere ad operare in Gran Bretagna), Tele2 (che è il secondo operatore dellla telefonia fissa in Italia dopo Telecom) e il Gruppo Dada, quello dell'Internet provider SuperEva (che è stato recentemente acquisito dalla casa editrice Rcs, il cui amministratore delegato è quel superesperto di telefonini che è Vittorio Colao, ex amministratore delegato di Omnitel e poi Vodafone); infine anche Fastweb vorrebbe approdare al mobile quale operatore virtuale.

Con l'ingresso degli operatori virtuali, le tariffe di telefonate mobili e Sms potrebbero subire una notevole riduzione e una maggiore concorrenza calmiererebbe questo mercato.

Gli operatori mobili dovrebbero avere il diritto al roaming sulla rete di telefonia fissa Telecom Italia: dovrebbero avere tale diritto soprattutto Vodafone e 3 che, a differenza di Telecom Italia e Wind Infostrada, non dispongono di una proporia rete mobile.

Solo così anche i gestori mobili potrebbero offrire tariffe simili alla "Vodafone 1.000 minuti" che permette agli abbonati Vodafone di telefonare, quando sono nella propria abitazione, allo stesso prezzo delle telefonate da fisso.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

Commenti all'articolo (1)

L'autority ormai è solo uno strumento di Telecom Italia non serve più a niente se non a demolire quell poco di concorrenza che si era creata. la chiudessero e via
27-1-2006 11:12

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