Apple si auto-scagiona dall'accusa di Greenpeace

"Non abbiamo violato alcuna norma ambientale", dicono a Cupertino. Greenpeace ammette, ma non sposta il tiro.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 16-10-2007]

In merito alle nuove accuse di Greenpeace, Apple ha dichiarato che "l'iPhone rispetta la direttiva RoHS", la norma europea che impone restrizioni sull'uso di determinate sostanze pericolose nella costruzione di vari tipi di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Inoltre, Cupertino ribadisce che "provvederà a eliminare l'uso di PVC e BFR entro la fine del 2008, conformemente a quanto dichiarato in precedenza". Le circostanze di questo comunicato sono già oggetto di ammissione, che in molti interpretano come una retromarcia, da parte dell'associazione ambientalista.

In effetti, Greenpeace non ha accusato la Mela di aver violato alcuna norma, e il telefonino analizzato era comunque destinato al mercato nordamericano. Per cui non c'è bisogno di alcuna smentita, anche se l'enfasi del comunicato da parte della ONG appare ora piuttosto fuori luogo.

È comunque curioso che proprio la Apple sia finita sotto i fuochi di un'informazione distorta, di un "faccio capire ma non dico", perfettamente in linea con la campagna di lancio del suo iPhone, spacciato per la re-invenzione del telefono, ma che di rivoluzionario non ha poi molto.

In realtà, il vero torto di Greenpeace non sta tanto nell'aver attaccato Apple, quanto nell'aver portato aziende come Nokia come esempio virtuoso.

Abbiamo già scritto su queste pagine che il processo produttivo è solo una parte dell'impatto ecologico dei prodotti elettronici, che comprende anche la durata in uso presso l'utente.

Il marketing delle case produttrici incentiva invece la sostituzione di macchine ancora funzionanti. Le pagelle verdi di Greenpeace, non ci stancheremo di ripeterlo, potrebbero premiare queste strategie di turnover accelerato.

Mettere un bollino verde su un prodotto fighetto all'ultimo grido potrebbe significare essere complici dello spreco assurdo che comporta la produzione non necessaria di beni elettronici. Se questo si accompagna a un plauso ad aziende selvaggiamente consumistiche come Nokia, temiamo che la credibilità di Greenpeace sia in pericolo.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 13)

e questo cosa centra? non fare del qualunquismo di qualcosa che poco conosci. vedo che ti hanno già criticato in quel 3d che ci hai linkato.. :roll: va detto piuttosto: dovremmo concentrarci sull accelerazione del cambio di elettronica... davvero abbiamo bisogno di un nuovo cellulare ogni 2 mesi della nostra vita?? o di un pc ogni anno... Leggi tutto
20-10-2007 13:07

Tze', che altro ti aspetti da gente che vuol salvare le balene? Leggi tutto
18-10-2007 11:08

Greenpeace e le sue colpe Leggi tutto
18-10-2007 10:58

Personalmente non trascuro questo aspetto, e lo quoto pienamente. Detto ciò, credo occorre fare un distinguo tra chi, come me, cambia cellulare solo quando si rompe o muore improvvisamente e ripararlo costa più del valore stesso dell'oggetto, e chi cambia cellulare ogni mese per sport... Non è che chi guarda il video di Greenpeace ed è... Leggi tutto
18-10-2007 10:22

E i danni all'ambiente? Leggi tutto
18-10-2007 09:13

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