Tutti matti per l'Internet

Gli psichiatri affermano che già milioni di persone nel mondo soffrono di una sindrome dissociativa indotta dall'uso eccessivo delle risorse web.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 29-11-2007]

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Che per i bambini passare troppe ore davanti alla console non fosse salutare, già si sapeva; ma i più forse sottostimavano il rischio senza rendersi conto che la giovanissima età e la mancanza di parametri comparativi di valutazione potevano indurre fenomeni anche gravi di isolamento, dissociazione e transfert.

Dagli ultimi studi eseguiti in varie nazioni sembra tuttavia che anche gli adulti non siano affatto immuni dagli effetti negativi della sovraesposizione alle lusinghe dei lunghi collegamenti, specialmente da quando tecnologia e alta velocità hanno reso così piacevole l'interazione con il PC.

Si viene perciò spesso a creare, in modo tanto più subdolo quanto più impercettibile, una sorta di forte dipendenza dal mezzo, legata a una predisposizione a immedesimarsi in situazioni di fantasia, vivere avvenimenti in universi paralleli e interagire con una realtà fittizia attraverso i propri avatar, cioè personaggi fantastici che danno corpo all'immaginazione creativa.

Trance dissociativa quindi, oltre che vera e propria dipendenza dal PC; con la differenza che quest'ultima può essere ritenuta una vera e propria dipendenza psicofisiologica, a causa delle scariche adrenaliniche provocate dall'azione; né più né meno della dipendenza subita dal giocatore incallito che passa giorni e notti al tavolo verde o al casinò.

Nel caso del navigatore web tuttavia il caso è ancora più complesso, arrivando a concretizzare un disturbo (o meglio un insieme di distrurbi) ossessivo-compulsivo, una specie di trance dissociativa indotta dal terminale, un oscuro "male dell'Internet" tanto più presente in percentuale tra la popolazione anche adulta quanto maggiore e più agevole è la distribuzione del web sul territorio.

L'Internet Addiction Disorder (IAD) è uno stato di disagio mentale, possiamo dire una vera e propria malattia, che colpisce strati sempre più vasti di popolazione; ad esempio, si stima che nella sola Corea del Sud, dove 9 abitazioni su 10 sono dotate di collegamento Adsl o satellitare, circa 2 milioni e mezzo di persone trascorrano oltre 2 ore al giorno davanti al monitor e sono quindi potenzialmente vittime della sindrome.

Per combattere la dipendenza -le persone colpite non sono più in grado di scindere la realtà virtuale da quella effettiva e possono commettere atti socialmente inaccettabili anche perché facilmente in preda a deliri di onnipotenza- sono stati creati veri e propri centri di "disintossicazione" chiamati Internet Rescue Camp dove i drogati dall'internet vengono curati con le più moderne tecniche terapeutiche appicate in un ambito comportamentale ispirato alla più rigida disciplina militare.

La soluzione coreana è allo studio anche di altre nazioni che riportano effetti del tutto simili; USA, Giappone, Cina e Taiwan sono tra le realtà più avanzate nello specifico settore di cura e prevenzione anche perché ormai la letteratura medica riporta vere e proprie tabelle con le quali misurare il rapporto di dipendenza e i gradi di astinenza dal beneamato computer.

Anche in Italia si comincia a sentire il bisogno di centri di assistenza, per la prevenzione se non proprio per la cura, visto che l'informatizzazione da noi è ancora all'anno zero; tuttavia chi avesse urgenza di un consiglio o di un test, può rivolgersi alla SIIPAC, (Società Italiana per l'Intervento sulle Patologie Compulsive) un'associazione senza fine di lucro che -tra l'altro- è in grado di prestare la propria esperienza anche in questo specifico settore.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (3)

{Victor von Doom}
questione di soldi, come al solito... Leggi tutto
5-12-2007 16:36

6 uno di quelli già fusi? ;-) Leggi tutto
29-11-2007 12:28

{peppe}
Ma quali psicologi ! Leggi tutto
29-11-2007 11:57

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