Cassazione: "Illegittimo il bollino SIAE"

Secondo la Suprema Corte sono inapplicabili le norme penali previste dalla legge sul diritto d'autore.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 14-04-2008]

Da Cesena e' partita una vera e propria crociata contro la SIAE che, dopo essere approdata a Lussemburgo, e' terminata nei giorni scorsi a Roma.

Infatti, la Corte di Cassazione ha posto la nota sentenza "Schwibbert" (emessa dalla Corte di Giustizia delle Comunita' europee in data 8 novembre 2007) a fondamento del principio in base al quale sono inapplicabili le norme penali che prevedono l'obbligatorietà del "bollino" SIAE.

Ben tre sono le sentenze depositate lo scorso 2 aprile, con cui la Cassazione ha affermato questo principio che, teorizzato tre anni fa dall'avvocato Sirotti Gaudenzi (difensore dell'impresa di Cesenate KJWS), diviene -di fatto- inopponibile.

La Corte di Cassazione ha valutato per la prima volta gli effetti, sui reati previsti dagli articoli 171 bis e ter della legge n. 633 del 1941, della sentenza della Corte di Giustizia del 8/11/2007 ("caso Schwibbert"), secondo cui le disposizioni nazionali che hanno stabilito, successivamente all'entrata in vigore della direttiva comunitaria n. 189 del 1983, l'obbligo di apporre sui supporti il contrassegno Siae, costituiscono una regola tecnica che, ove non notificata alla Commissione, è inopponibile al privato.

In estrema sintesi, la Corte, sulla base dell'interpretazione fornita dai Giudici del Lussemburgo, ha rilevato la nullità del sistema sanzionatorio previsto dalla legge sul diritto d'autore in merito all'assenza di contrassegni SIAE.

Si ricorda che nel dicembre del 2004, su istanza dell'avvocato cesenate Andrea Sirotti Gaudenzi, difensore del signor Karl Josef Wilhem Schwibbert, legale rappresentante della società KJWS, imputato in un processo penale per aver commercializzato in Italia CD ROM privi di contrassegni SIAE, il Tribunale di Cesena aveva emesso un'ordinanza con cui venivano formulate alcune domande ai Giudici del Lussemburgo per verificare se il "bollino" previsto dalla legge italiana su CD e altri supporti fosse in linea con le norme comunitarie in tema di concorrenza e regole tecniche.

In particolare, nell'occasione, l'avvocato Sirotti Gaudenzi aveva rilevato che tutte le norme nazionali in tema di contrassegni SIAE avessero introdotto vere e proprie "regole tecniche" nell'ordinamento italiano, in contrasto con quanto previsto da una direttiva comunitaria (la direttiva del Consiglio 83/189/CEE del 28 marzo 1983), che prevede che ogni Stato membro che intenda adottare una normativa tecnica debba procedere alla notificazione del progetto legislativo alla Commissione delle Comunità europee.

E l'avvocato Sirotti Gaudenzi scoprì che l'Italia non aveva mai adempiuto l'obbligo di notifica. A questo punto, il problema era quello di verificare se il bollino SIAE potesse essere equiparato ad una "regola tecnica".

La Corte del Lussemburgo ha condiviso in pieno le tesi dell'avvocato del signor Schwibbert, dichiarando che le norme tecniche in tema di bollini SIAE non possano essere "opposte" ai privati.

E ora, dopo una lunga battaglia, i principi dichiarati illegittimi dai Giudici comunitari vengono ritenuti inapplicabili anche dalla Suprema Corte di Cassazione.

Le sentenze della Cassazione sono reperibili qui, mentre la sentenza della Corte di Giustizia e' pubblicata qui.

Jonilda Celshima

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con Zeus News ti consigliamo di iscriverti alla Newsletter gratuita. Inoltre puoi consigliare l'articolo utilizzando uno dei pulsanti qui sotto, inserire un commento (anche anonimo) o segnalare un refuso.

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 9)

Il bollino garanzia antipirateria La Corte di Cassazione con tre sentenze ha stabilito che non costituisce reato la semplice assenza del contrassegno Siae sui supporti contenenti opere dell?ingegno. Per altro la stessa Corte ribadisce, in modo rilevante, che ?era ed è vietata qualsiasi attività che comporti l?abusiva diffusione,... Leggi tutto
18-4-2008 23:12

Eh già chissà dove sta la pubblicità se gli incassi sono inveci privati. Mi ricorda una sentenza della Consiglio di Stato (che a proposito non riesco piùa trovare, e se qualcuno mi dicesse quale sia e dove reperirla sarei molto contento) che ha sentenziato che un aeroporto (mi pare fosse quello di Bologna) è pubblico quando si tratta... Leggi tutto
15-4-2008 16:29

Thread ripulito dalle sterili discussioni sull'Olimpo e sui moderatori (usate il forum Zeus si'/no).
15-4-2008 16:23

Quanti anni hai? Ai miei tempi, i c.d. "ispettori" della SIAE si prendevano la briga di bussare alle porte delle case private dove ci si riuniva per ballare, per contestare la riproduzione "in pubblico" di brani protetti dal diritto d'autore; e ho assistito a contestazioni fatte ad automobilisti rei non di disturbo... Leggi tutto
15-4-2008 12:15

{Babele Dunnit}
67 Anni Leggi tutto
15-4-2008 10:01

La liberta' di parola e' un diritto inviolabile, ma nei forum di Zeus News vige un regolamento che impone delle restrizioni e che l'utente e' tenuto a rispettare. I moderatori si riservano il diritto di cancellare o modificare i commenti inseriti dagli utenti, senza dover fornire giustificazione alcuna. Gli utenti non registrati al forum inoltre sono sottoposti a moderazione preventiva. La responsabilita' dei commenti ricade esclusivamente sui rispettivi autori. I principali consigli: rimani sempre in argomento; evita commenti offensivi, volgari, violenti o che inneggiano all'illegalita'; non inserire dati personali, link inutili o spam in generale.
E' VIETATA la riproduzione dei testi e delle immagini senza l'espressa autorizzazione scritta di Zeus News. Tutti i marchi e i marchi registrati citati sono di proprietà delle rispettive società. Informativa sulla privacy. I tuoi suggerimenti sono di vitale importanza per Zeus News. Contatta la redazione e contribuisci anche tu a migliorare il sito: pubblicheremo sui forum le lettere piu' interessanti.
Sondaggio
E' corretto utilizzare i social network in ufficio?
Sì, perché offrono numerose occasioni per migliorare la propria produttività.
Sì, perché sono strumenti validi per condividere opinioni lavorative con amici e colleghi.
Sì ma con moderazione: una pausa di cinque minuti ogni tanto allenta la tensione e migliora la produttività.
No, perché la commistione tra aspetti privati e professionali generata dall'utilizzo di questi strumenti potrebbe causare problemi sul posto di lavoro.
No, perché non è corretto scambiare opinioni relative a questioni lavorative attraverso i social media.
No, perché hanno un impatto negativo sulla produttività.
Non saprei.

Mostra i risultati (2264 voti)
Aprile 2026
Telemarketing, arrivano i numeri brevi: identificheranno i servizi legittimi
Windows 11 cambia rotta: Microsoft ricostruisce il sistema attorno alle richieste degli utenti
Firefox 150, scovate 271 vulnerabilità con l'IA
IPv6 supera IPv4 per un giorno
Verifica dell'età, l'app UE si buca in meno di due minuti
Alexa+ debutta in Italia: conversa, agisce e si integra nella smart home
Verbatim e I-O Data puntano sul Blu-ray: rinasce un mercato dato per morto
La Francia abbandona Windows
Router TP-Link compromessi in tutto il mondo: così gli hacker russi sottraggono le credenziali
Attività sessuali, persone svestite o alla toilette, carte di credito
Oracle licenzia 30.000 dipendenti via email
Marzo 2026
Windows 11 avrà una barra delle applicazioni compatta in stile Windows 10
CPU Intel e AMD introvabili
Mozilla lancia la VPN gratuita in Firefox
Windows 11, vacilla l'obbligo dell'account Microsoft
Tutti gli Arretrati
Accadde oggi - 29 aprile


web metrics