Quel pasticciaccio brutto del sequestro di Pirate Bay

Alcune considerazioni sul tentativo anomalo di bloccare il motore di ricerca peer to peer più famoso, reindirizzando gli utenti su un sito gestito dai discografici.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 25-08-2008]

man

Abbiamo già ampiamente raccontato e commentato su Zeus News il caso giudiziario dell'estate 2008, ovvero il "tentativo di sequestro" del sito Pirate Bay da parte delle forze dell'ordine italiane, con il conseguente blocco del sito da parte dei provider e con un inspiegabile reindirizzamento degli utenti a loro insaputa verso il sito pro-music.org, gestito da un'associazione di discografici.

Sull'accaduto si potranno sbizzarrire politici e consulenti, avvocati e magistrati, utenti web, casalinghe e persino qualche venditore ambulante; anche perché i fondatori di "thepiratebay", che avrebbero realizzato un business a molti zeri, preannunciano ricorsi e - chissà - magari anche una richiesta di risarcimento danni.

Nulla da obiettare sul fatto che la legge proibisce i download illegali; caso mai ci sarebbe da discutere sul fatto se la legge sia "giusta" o no. Comunque c'è, è quella e va osservata; ma chissà perché nel Belpaese le cose buone troppo spesso "vanno a finire a schifìo" e cioè che nell'ordinario gioco delle parti ci sia sempre qualcuno che si improvvisa attore e si mette a recitare "a soggetto".

Ecco che allora ci s'inventa un "sequestro" all'estero, anche se per sua natura dovrebbe essere improponibile per mancanza di materialità, territorialità e soprattutto certezza dell'illecito che lo motiverebbe.

Quanto al requisito della territorialità - e quindi della potestà di agire - ci sarebbe da discutere con due distinte osservazioni: la prima è che nessuno senza preventivi accordi internazionali può autonomamente effettuare all'estero arresti, perquisizioni, sequestri di beni e via dicendo; la seconda è che nell'ordinanza di sequestro non viene neppure indicato "dove" l'illecito si sarebbe consumato né a danno di chi.

In verità sembra che in questa partita a poker si siano mescolati due mazzi di carte diverse; quelle classiche e quelle cosiddette "napoletane". Cioè: se l'illecito è stato commesso sul territorio nazionale, dai provider in concorso tra loro e loro utenti "ignoti" che usavano il P2P, allora l'azione giudiziaria avrebbe dovuto bloccare tutte le connessioni incriminate, in attesa di conoscere gli IP degli utenti birichini. Dai mazzi mancherebbero, in sostanza, almeno un paio di jolly.

Ma gli utenti "birichini", ha già detto il Garante, non possono essere preventivamente e astrattamente identificati, e a farlo - nei confronti di persone fisiche e magari giuridiche sparse un po' dappertutto - ci sarebbe voluto troppo tempo. E poi, chi lo dice che perseguendo gli incauti P2Pduisti l'illecito, se veramente l'illecito venisse appurato, si sia verificato sul territorio nazionale?

Se Tizio scarica direttamente da un sito estero sul suo Pc, commette un'infrazione? E se all'estero scaricare contenuti (protetti in Italia) fosse considerato lecito? E ancora, se Tizio Caio e Sempronio mettono in condivisione i propri file con l'amico Mevio, si può stabilire sulla base di un semplice sospetto che si tratta di file protetti dal diritto di proprietà di terzi autorizzando le relative perquisizioni?

E' in questo guazzabuglio legislativo, ipergarantista da una parte e forse volutamente oscuro dall'altro, che si innestano le azioni poco chiare o almeno discutibili; a iniziare da un "sequestro" anomalo per finire con un dirottamento su siti "spia" effettuato non si sa bene da chi e su "suggerimento" di chi.

Tutti possiamo avere le nostre opinioni in materia di tutela dei diritti delle major, della privacy degli utenti e dei reati su cui sarebbe opportuno investire maggiori e migliori risorse invece che su altri; e anche - come tutti - potremmo sbagliare nel fare o nel non fare. Ma per quanto riguarda la correttezza formale e sostanziale delle Fiamme Gialle e del GIP Mascarino potremmo mettere le mani sul fuoco.

Anche perché sarebbero i primi a essersi resi conto che qualsiasi azione giudiziaria civile e penale nascente da una illecita acquisizione di indirizzi IP sarebbe destinata ad estinguersi sul nascere, come anche di recente ha insegnato la vicenda Peppermint.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 104)

Se i produttori vendessero a prezzi più accessibili e onesti. . . Leggi tutto
11-9-2008 15:11

{botolo97}
il punto in diritto sul caso piratebay Leggi tutto
11-9-2008 12:47

{botolo97}
il punto in diritto sul caso piratebay Leggi tutto
11-9-2008 12:45

{gigio}
gadda Leggi tutto
27-8-2008 16:01

Non conosco bene l'argomento, ma resta il fatto che il programma di Gelli è stato in buona parte già realizzato, sia dai governi di CXD che di CSx; da quest'ultimo, ad es. la "legge Biagi". Perciò restringerei il campo al fatto che l'esosità delle major viene dai più percepita come un illecito profitto generato da ingiuste... Leggi tutto
25-8-2008 15:07

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