Scarichiamoli!

Ciò che è finanziato con soldi pubblici deve essere di dominio pubblico. Gli attivisti di CreativeCommons.it all'attacco contro il copyright ingiusto e parassita.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 09-01-2005]

Nell'era delle privatizzazioni selvagge, in cui niente che sia sganciato dalla logica della proprietà sembra avere senso, si può ancora parlare di commons, ovvero di proprietà condivise? C'è ancora qualcuno che crede che le ricchezze più importanti, dalla luce del sole all'accesso al mare, dalla musica di Bach alle piramidi, sono e debbano essere disponibili a tutti gratuitamente? La battaglia che da anni sta sostenendo il software libero, con egregi risultati, mira proprio a dimostrare questo: le conoscenze condivise rendono l'umanità più ricca, e quindi più forte.

Nata da un'iniziativa di Lawrence Lessig, Creative Commons punta ad estendere la logica dei commons non solo sul software, ma su ogni aspetto della conoscenza, in particolar modo a quelli dal contenuto artistico e creativo, ma senza porsi limiti.

In quest'ottica nasce l'iniziativa Scarichiamoli, promossa da di CC.it, che dimostra, se ce ne fosse bisogno, di non essere una semplice localizzazione linguistica di CC.org.

L'idea nasce da uno scambio di battute tra alcuni commoners (gli attivisti della lista cc.it) e l'esponente dei Verdi Maurizio Zammataro, stretto collaboratore del senatore digitale Fiorello Cortiana, che, in occasione della conferenza che ha lanciato le licenze Creative Commons italiane, ha chiesto una collaborazione su un disegno di legge che dica più o meno così: ciò che è finanziato con soldi pubblici deve essere di dominio pubblico.

La risposta della lista è in questa iniziativa. Leggiamo dal comunicato di CC.it: "i diritti patrimoniali d'autore e i diritti connessi relativi ad un'opera dell'ingegno dovrebbero estinguersi nel momento in cui l'opera viene prodotta/riprodotta grazie ad un finanziamento pubblico."

Come la proposta, gli esempi sono semplici, lineari e a prova di fraintendimento: "Se lo Stato sovvenziona la produzione di un filmato, quel filmato sarà di pubblico dominio; se lo Stato paga un esecutore affinché esegua un brano musicale, l'esecutore non potrà vantare diritti connessi su quell'esecuzione".

La presenza necessaria (vale a dire che, in assenza, l'opera non sarebbe stata prodotta o riprodotta) di un finanziamento da parte della collettività dovrebbe essere, secondo la proposta "causa di di estinzione dei diritti patrimoniali d'autore e dei diritti connessi."

L'idea è quella di creare una gigantesca banca dati in cui rendere disponibili le opere di pubblico dominio: "Donare cultura, trasmettere liberamente il sapere e la conoscenza: questo è quello che la comunità di Internet e la società civile chiedono. Se questi sono interessi legittimi, allora lo Stato dovrebbe tutelarli. I mezzi ci sono: da Internet al digitale terrestre.

La presenza di questo database permetterebbe a chiunque di "scaricare musica (pensate allo straordinario patrimonio culturale rappresentato dalla musica classica), scritti, immagini e qualsiasi altra opera dell'ingegno i cui diritti patrimoniali d'autore siano estinti e su cui non vi siano diritti connessi."

Tutto questo va contro gli interessi di chi ancora trae profitto da ciò che è ormai patrimonio dell'umanità. I firmatari di questo appello sono troppo deboli per opporsi a questi interessi, e rivolgono le loro richieste alle Istituzioni ed ai rappresentanti dei cittadini presso gli organi del parlamento.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 8)

... Leggi tutto
5-10-2005 09:56

{daniela}
musica classica Leggi tutto
5-10-2005 00:47

marco
replica al post di carlo Leggi tutto
10-1-2005 15:26

Carlo
Non e' solo questione di soldi Leggi tutto
10-1-2005 13:37

marco
scadenza dei diritti d'autore Leggi tutto
10-1-2005 13:22

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