L'India pronta a bloccare i domini .XXX

Potrebbe essere il primo Paese del mondo a impedire l'accesso ai domini a luci rosse.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 25-03-2011]

Foto di <A HREF=http://it.fotolia.com/partner/200

Secondo il quotidiano Economic Times, l'India sarebbe pronta, in conformità alle leggi indiane contro la pornografia, a impedire l'accesso ai nuovi domini a luci rosse .XXX,

Questi domini di primo livello erano stati appena annunciata dall'Icann, nella cui riunione annuale, comunque, i rappresentanti indiani si erano schierati contro l'innovazione.

Altri Paesi del Medio Oriente, compresi quelli appena giunti a una maggiore libertà come l'Egitto, stanno valutando seriamente di seguire l'esempio dell'India.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

Commenti all'articolo (5)

Qua dal futuro ti dico che alla fine invece di etichettare i siti per contenuto hanno preso la decisione opposta , etichettare gli utenti per eta', purtroppo i politici sono capaci solo ad ottenere i voti per tutto il resto sono un disastro. Leggi tutto
25-3-2026 19:35

beh... io dico la mia.. se tutti i siti porno avessero un determinato dominio sarebbero facilmente bloccabili suppongo. fatto una volta fatto x sempre. e questo potrebbe essere comodo per genitori inesperti, per le aziende... no? una bella icona nel pannello di controllo: vuoi bloccare i domini XXX? si/no. fine + difficile invece... Leggi tutto
27-3-2011 12:44

Moltissimo. Infatti il sistema sociale si basa ancora sulle caste e indù mussulmani e cristiani si sbudellano fraternamente. In cambio l'industria cinematografica è la più fiorente al mondo anche visti i costi di... produzione. Solo che il porno indiano forse sarebbe difficilmente esportabile, per cui val la pena di combatterlo. Leggi tutto
26-3-2011 16:19

non di quale epoca sia il kamasutra (pigrizia di ricerca), ma ho l'impressione che da allora l'India sia un poco cambiata :(
25-3-2011 16:48

Eh già, hanno da vendere il Kamasutra! ;-)
25-3-2011 11:01

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L'app che permette di noleggiare un'autovettura direttamente dallo smartphone è molto contestata dai tassisti.
Non è necessario introdurre nuove regole per l'app. I tassisti hanno torto, perché il mondo si evolve ma loro ragionano come se Internet non esistesse, difendendo ciecamente la loro casta (che ha goduto di fin troppi privilegi negli ultimi anni).
I tassisti dovranno adeguarsi e mandare giù il boccone amaro, anche se un minimo di regolamentazione per l'app è necessaria.
L'app non va vietata del tutto, ma va limitata in modo pesante così da poter salvaguardare le esigenze dei tassisti.
L'app va completamente vietata: i tassisti hanno ragione a protestare, perché Uber minaccia il loro lavoro e viola leggi e regolamenti.
Non saprei.

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