Internet su rete elettrica, lo stato dell'arte

Internet elettrica: è veloce, pratica e potenzialmente economica, e ci stanno lavorando i maggiori gruppi energetici europei. Ma dopo le prime sperimentazioni RWE, il colosso tedesco dell'energia, ha deciso di abbandonare: secondo i suoi responsabili la rete elettrica è instabile e non convince.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 10-10-2002]

Non ci sono solo le linee telefoniche e le onde radio come possibili vie di trasmissione dei dati multimediali. Anche la rete elettrica può essere utilizzata per collegarsi a Internet. Da circa un anno, alcuni gruppi energetici e fornitori di elettricità europei stanno sviluppando tale progetto, che consentirebbe agli utenti del Web di accedere a Internet da qualsiasi presa elettrica della propria abitazione.

Si tratterebbe di un'incredibile opportunità di crescita per la Rete: nessuna necessità di ulteriori cablaggi dell'edificio con cavi di comunicazione, accesso fruibile 24 ore su 24 ("always on") e collegamenti ad alta velocità. L'Internet elettrica, infatti, può trasmettere dati raggiungendo i 2 megabit al secondo, una velocità maggiore rispetto a quella del collegamento telefonico ISDN, che farebbe concorrenza anche ai sistemi DSL.

L'azienda RWE, il colosso tedesco dell'energia, è stata tra le prime a sviluppare, insieme al partner svizzero Ascom, questa nuova tecnologia. L'Ascom ha curato la produzione degli appositi modem per la linea elettrica. Questi si compongono di adattatori di energia, che "traducono" i segnali dati della rete a banda larga in frequenze trasmesse su cavo elettrico, e si occupano di tenere separati in casa i dati dalla corrente elettrica.

Nell'edizione 2001 della fiera tecnologica del CeBIT, RWE ha presentato il progetto "Powerline", che prevedeva un canone mensile in base al limite di traffico che si desiderava raggiungere.

Dopo poco più di un anno, però, sono iniziate le prime difficoltà. Innanzitutto ritardi di natura amministrativa e regolamentare, perché i servizi di connettività, anche se forniti su rete elettrica, rientrano nelle normative delle telecomunicazioni. Poi problemi di origine tecnica, che hanno posto i primi dubbi sulla validità di tale innovazione. Pare, infatti, che gli speciali modem utilizzati non garantiscano la sufficiente stabilità. Così la stessa RWE � dopo aver molto sperimentato e investito in questo progetto, ha deciso di lasciar perdere la linea Powerline. Una decisione clamorosa, che potrebbe notevolmente rallentare la diffusione di Internet sulla rete elettrica.

Ascom, naturalmente, ha smentito l'esistenza di tali problemi nei propri modem, mantenendosi fiduciosa sul futuro della propria attività. L'azienda svizzera, che mira a diventare leader di mercato nelle tecnologie di connessione elettrica, ha stretto accordi commerciali con decine di altri clienti, tra cui l'italiana Enel.

Proprio Enel dovrebbe essere pronta con le prime offerte, che per questo genere di connessione riguarderanno principalmente le aziende ("comparto business"). L'obiettivo è di raggiungere gli 800 Kilobit al secondo di velocità, qualcosa in più delle velocità massime garantite dall'ADSL, e le imprese, visto il rapporto costi/benefici, sono le più interessate alle tecnologie a banda larga.

Altri obiettivi strategici dell'Ascom sono il mercato russo (recentemente è stato firmato un contratto con la russa Energomegasbit O.O.O. per la fornitura di 20mila modem), quello sud-americano e del sud-est asiatico.

Nonostante le difficoltà e le incertezze, quindi, lo sviluppo dell'internet elettrica va avanti e punta a competere con i fornitori di connettività tradizionale.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (1)

laura irene laura
vai diego!!!!!!! Leggi tutto
14-2-2003 14:43

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