Approfondimento: Lindows

Riflessioni su un sistema operativo che, anche a causa del proprio nome, è recentemente finito sotto l'attenzione di Microsoft.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 10-01-2002]

Michael Robertson è l'ex CEO di MP3.com, oggi controllata al 100% dalla Vivendi Universal S.A. (www.vivendi.com); scorrendo il suo curriculum si evince che ha finora sempre saputo cavalcare l'onda della novità; adesso ci riprova con Lindows.

Il fatto che questo nome richiami qualcosa di familiare non è casuale: quello che il buon Michael e i suoi collaboratori stanno preparando infatti è niente di meno che un (cito dal sito) "moderno sistema operativo per processori della classe Pentium che ha la prerogativa esclusiva di far girare software per Linux e molti popolari titoli per Windows".

Questo nuovo sistema operativo dovrebbe essere installabile direttamente anche su una precedente installazione di Windows (non è dato di sapere se tutte le versioni o solo su alcune) e permettere il dual boot (cosa data per innovativa), cioè la possibilità scegliere se fare il boot con uno o con l'altro S.O.

Anche se il sito ufficiale non lo menziona direttamente, in realtà Lindows dovrebbe basarsi su Linux, e su molte parti prese da Wine. Wine è un progetto FREE partito nel 1993 per creare una implementazione che permetta di fare girare applicativi Windows sotto Linux, FreeBSD e Solaris.

Nonostante Wine sia presente da parecchio tempo non ha mai raggiunto una stabilità sufficiente ed è andato in contro nel corso delle sue release anche a notevoli regressioni anziché miglioramenti. Micheal Robertson è convinto però che "il capitale possa fare grandi cose"... sia alle sue tasche che allo sviluppo di applicazioni informatiche.

Inutile dire che Microsoft ha fatto causa a Lindows Inc., tuttavia per il momento non è riuscita a far altro che ritardare l'uscita del preview che era previsto per fine 2001: questo presumibilmente produrrà un ritardo anche dell'uscita della prima versione commerciale prevista per il primo quarto del 2002.

Eh già: versione "commerciale"! Del resto il capitale "che fa grandi cose" deve avere anche un ritorno: questo giocattolo costerà 99 dollari. Probabilmente l'utente privato non abbandonerà Windows per una implementazione che non permette di far girare tutte le applicazioni: basta pensare ai giochi che non funzioneranno quasi senz'altro.

Facciamo però l'esempio di una piccola ditta che adesso lavora con Windows sul quale utilizza solo Word, Excel, Outlook, Access e magari un emulatore di terminale per connettersi a un server. In questo caso una alternativa che si dimostrasse più economica di Windows, moltiplicata magari per 20 stazioni, vorrebbe dire risparmiare migliaia di Euro. Lindows punta soprattutto su questo.

Le perplessità sono diverse:

- Questa implementazione nella installazione con dual boot girerà "sulla stessa partizione di Windows" e quindi sul suo file system che non ricordo essere tra i migliori.

- E' eticamente lecito prendere due prodotti free e integrarli con un pò di software per poi vendere quanto ottenuto come "sistema operativo"?

- Il sito stesso, anche all'occhio non smaliziato, risulta più commerciale che altro. Viene da chiedersi se questa non sia come le altre avventure di Robertson destinata ad essere venduta al migliore offerente prima di arrivare ad una reale commercializzazione del prodotto.

- Per una casa come Microsoft, già specializzata, anche involontariamente, nel produrre prodotti incompatibili tra loro, non dovrebbe essere troppo complesso introdurre nelle prossime versioni dei propri pacchetti qualcosa che ne inibisca il funzionamento sotto Lindows.

Non resta che attendere e vedere che succede, probabilmente se questa startup è ancora in piedi è solo perché Microsoft non ritiene alla luce dei suoi trascorsi con l'antitrust di rischiare altre accuse.

Luca Balzano

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