Giornata di protesta mondiale contro le major

Manifestazioni contro l'attacco alla libertà della cultura e lo strapotere delle major dell'intrattenimento. Dappertutto, ma non in Italia.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 05-11-2010]

svpu

Gli anonimi hacker e gli appassionati del peer to peer si sono coalizzati: dopo l'Operazione Rimborso (Operation Payback) e l'altro riuscito attacco DDoS al sito dello United States Copyright Office - che ha dovuto chiudere per quasi un'ora e ha subito tutto un fiorire di disservizi vari e prolungati - la reazione contro le major assume oggi 5 novembre tutti gli aspetti della protesta.

Protesta democratica, articolata ma civile, abbastanza variegata da raggiungere anche quegli strati della popolazione di solito indifferenti al problema della cultura distribuita o al fuori dalle politiche gestionali della grande Rete.

L'azione coordinata del movimento anti-copyright Remember5, oltre a rinnovare gli attacchi Denial of Service, chiarisce in un manifesto pubblico i motivi della protesta elencando i luoghi ove essa si terrà: ci saranno sfilate di utenti mascherati, simbolo di una protesta che deve essere di tutti e che perciò non avrà un volto determinato contro cui si possa puntare il mirino della repressione istituzionale

"Qualcuno la chiama pirateria, per noi è solo libertà. Dapprima hanno soppresso Wikileaks, ora stanno limitando a livello mondiale ogni libertà di espressione con la persecuzione al peer to peer": è questo il riassunto dei motivi dell'iniziativa di protesta.

L'azione di oggi certo non sarà l'ultima o la più massiva se bisogna dar credito all'innalzarsi dei segnali che preannunciano una guerra sempre più stringente pretesa dalla major dell'intrattenimento e volentieri accolta un po' da tutti i governi per motivi che con mercato e politiche economiche ben poco hanno da spartire.

Un po' in controtendenza sembra l'Italia, che pare non sarà toccata dalla manifestazione anche per il mutismo di tutti gli organi d'informazione, dai giornali alla TV, da Internet alle radio anche locali.

Sarà segno di degrado culturale, politico o del senso della democrazia? O magari di tutto quanto?

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 6)

Nelle grandi major di cui si parla effettivamente no, il p2p selvaggio può danneggiare ma non ucciderà mai da solo le major, mi ricordo il primo napster e chi urlava che non si sarebbero più venduti dischi e invece eccoci ora, il p2p è diventato il capio espiatorio per ogni problema discografico, uno su tutti è l'investimento; Se non... Leggi tutto
9-11-2010 21:53

{sfricuglio}
Libertà perduta Leggi tutto
9-11-2010 11:26

Hai ragione Maxxx ma conosci qualcuno che lavora per questi signori che sia povero e in rovina per colpa del p2p?
8-11-2010 21:55

Non solo Major Leggi tutto
8-11-2010 20:41

Beh, ma qui da noi si da ancora voce a certe persone... Guarda come siamo messi al governo! Qui fino a quando c'è il calcio tutto va bene. Fino a quando la gente può vedere quattro puttane al grande fratello tutto va bene. Fino a quando la gente non capirà che è ora di far guerra tutto andrà bene...
7-11-2010 18:58

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