La Mela di Steve Jobs divide la sinistra

A Roma la federazione locale di Sinistra e Libertà affigge un manifesto di lutto per Jobs. Vendola li condanna e molti militanti protestano.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 13-10-2011]

sinistra ecologia libertà steve jobs

Una volta Avanguardia Operaia e il Pdup inondavano i muri di Roma con manifesti a lutto per la morte del glorioso compagno presidente Mao o del generale Tito.

Ma in questi giorni alcuni militanti di sinistra hanno ricordato sui giornali e in Rete l'anniversario dell'assassinio del Che, il grande companero Guevara.

Per la federazione di Sinistra e Libertà del Lazio, la sinistra radicale italiana, il manifesto interamente nero di questi giorni è stato dedicato invece all'addio al fondatore di Apple (la multinazionale più capitalizzata del mondo, infatti, equivale come valore all'intera Borsa italiana).

Steve Jobs era un uomo che lascia 8 miliardi di dollari, che licenziava e si arrabbiava facilmente con i suoi dipendenti: esattamente come il Che?

La protesta e l'indignazione di molti militanti di sinistra è stata interpretata dallo stesso leader nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà, il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, che ha detto di essere contro questa scelta e a favore del software libero, che lui stesso ha adottato per la sua regione.

Eppure i militanti di SEL hanno fatto un errore comune ad altri movimenti e uomini di sinistra: la ricerca del consenso popolare, inseguendo le icone della cultura pop.

E' un po' quello che fece Pietro Nenni, il fondatore del socialismo italiano del dopoguerra, quando apparve, tra lo scandalo di molti, in una delle prime tribune elettorali televisive in bianco e nero degli anni '60. Era al fianco dei miliardari Sofia Loren e Carlo Ponti, che rivendicavano la loro fede socialista che praticavano nella loro residenza fiscale di Montecarlo.

L'erede di Nenni, Bettino Craxi, negli anni '80 portò alle estreme conseguenze questa pratica, diventando un fan di Berlusconi: il fondatore della tv commerciale italiana, il presidente del Milan, uno degli uomini più ricchi del mondo che poi entrò, come sappiamo, in politica.

Dobbiamo arrivare poi a D'Alema che magnifica Colaninno che compra, senza soldi, Telecom Italia negli anni '90; o a Rosy Bindi che pochi giorni fa temerariamente invita l'ex banchiere Alessandro Profumo (che, alle soglie della crisi mondiale causata dalle banche, ha ricevuto 40 milioni e passa di euro di liquidazione) a tenere una relazione su come uscire dalla crisi.

Insomma, i dirigenti romani di SEL sono in buona compagnia: solo tre anni fa Bertinotti magnificava Marchionne come un manager illuminato e di forte sensibilità sociale.

La confusione è grande a sinistra, e non da ieri. E la colpa non è di Jobs.

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Pier Luigi Tolardo

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 15)

Premetto che non sono un fan di Jobs, anzi le sue politiche commerciali e di marketing mi sono sempre state indigeste e fastidiose e non ho mai acquistato nè mai acquisterò - per principio - uno dei sui iCosi. Però, per quanto ne so, Jobs si è dato molto da fare anche tirando il pacco ai soci o venendone tradito per arrivare dove è... Leggi tutto
15-10-2011 15:32

:roll: :?: Leggi tutto
14-10-2011 19:28

Leggi tutto
14-10-2011 15:38

No, no! esiste una enorme differenza rispetto tutti i ricchi imprenditori e lui!!! Tu daresti 50miliardi di lire ad uno che nel curriculum era un cantante sulle navi e nessuna altra esperienza? Figlio di un banchiere di una banca fallita in modo strano? Poi con una serie di società fantasma per cui nessuno può dire da dove arrivarono... Leggi tutto
13-10-2011 22:01

nel frattempo da ieri la mia città, SIRACUSA, improvvisamente è tappezzata di manifesti 6x3 di Silvio ^^ Leggi tutto
13-10-2011 17:54

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