DeCss, sconfitti gli squali del copyright

Assolto il ragazzo norvegese accusato di pirateria per avere scritto DeCSS, un programma in grado di superare il sistema di codifica crittografica dei DVD per consentirne l'utilizzo anche su sistemi liberi. Gli squali del copyright sono battuti, ma ne escono indenni.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 12-01-2003]

Il giudice ha emesso il verdetto: l'imputato è innocente. Non costituisce reato scrivere un programma per accedere come meglio si crede a dati di cui si è regolarmente possessori, nemmeno se per farlo si aggira un sistema di protezione. E non è reato diffondere il programma scritto allo scopo, dal momento che l'uso per il quale esso è stato concepito e realizzato è lecito e non vi è alcuna prova dell'intento di incoraggiare o favorire la pirateria. Infine, nel caso specifico, il programma non è mirato alla duplicazione dei dati, ma solamente alla loro fruizione.

Sembra la storia di Dmitry Sklyarov, e invece è quella di Jon Lech Johansen, il ragazzo norvegese finito sotto processo per avere "preteso" di guardare sul suo PC i film su DVD da lui acquistati, e pagati. Tutto ha inizio nel 1999: i DVD, il cui contenuto è crittato, possono essere utilizzati su PC esclusivamente con la benedizione, certo non gratuita, delle major, in quanto i programmi impiegati allo scopo devono conoscere la chiave di decrittazione. Jon, all'epoca sedicenne, dispone di un PC sul quale è installato Linux, ma il sistema operativo libero "per eccellenza" non è stato preso in considerazione dal business di Hollywood e, d'altra parte, chi sviluppa e distribuisce software libero non può e -giustamente- non vuole pagare balzelli: gli utilizzatori del Pinguino, in tutto il mondo, non possono che... stare a guardare (per modo di dire!).

Jon non ci sta: si mette all'opera e, utilizzando la chiave di decrittazione incorporata in chiaro da un DVD-player per Windows (XingDVD), sforna un programmino che regala a tutti la libertà di utilizzare i propri DVD senza più essere succubi dell'avida alleanza tra Signori del Software e Signori dello Spettacolo. Il programma è battezzato DeCSS e procura al suo autore un simpatico soprannome: "DVD Jon".

Com'era prevedibile, la popolarità del programma è immediata e scoppia il pandemonio. Le major, che non sanno perdere sportivamente, dapprima obbligano un webmaster americano, sotto minaccia di azione legale, a rimuovere dal suo sito un link tramite il quale era possibile scaricare DeCCS; poi denunciano gli editori di 2600 Magazine per avere pubblicato su Internet il sorgente del programma. Infine, non paghe, attraverso la MPAA (Motion Picture Association of America) esercitano pressioni sulle Autorità norvegesi per ottenere l'incriminazione dell'autore, quel piccolo mascalzone rompiscatole. A quanto pare si tratta di pressioni convincenti, perché gli eventi seguono un copione fin troppo noto: irruzione mattutina della polizia nella casa del "mascalzone", sequestro di PC e materiale correlato, denuncia, processo. Per "DVD Jon" inizia un'odissea durata quasi tre anni, terminata soltanto pochi giorni fa con un lieto fine più che meritato: assoluzione piena da tutte le accuse.

Fortunatamente Jon, che in questi tre anni ha dovuto mettere da parte la spensieratezza di adolescente per combattere una assurda battaglia, non ha perso la stima dei suoi connazionali, nonostante sul suo capo pendessero quelle ridicole imputazioni per le quali rischiava alcuni anni di carcere. Infatti, non solo il nostro ha trovato lavoro come programmatore, ma ha anche ricevuto il Norway's Karoline Prize, un importante riconoscimento che lo Stato norvegese tributa agli studenti giudicati meritevoli nei confronti della società.

Dunque, anche stavolta gli squali del copyright se ne tornano a casa con le arciclassiche pive nel sacco. Peccato però che, a parte l'umiliazione e -forse- il precedente legale sfavorevole (la cui validità giuridica è ovviamente limitata alla Norvegia), essi escano assolutamente indenni dall'avventura: il procedimento giudiziario a carico di Jon è stato infatti istruito dallo Stato (non da una qualche "SIAE" norvegese, né, tanto meno, dalla MPAA), perciò a carico di questo sono le spese legali relative all'Accusa. Ma, in base alla legge norvegese, per lo stesso motivo anche le spese della Difesa sono sostenute dalle casse pubbliche. Infine, in quanto parte vincitrice, Jon ha diritto di richiedere un congruo risarcimento. Pagato anche questo dallo Stato e cioè, in ultima analisi, dai contribuenti norvegesi.

Il Parlamento Europeo sta lavorando su una direttiva che potrebbe introdurre nel nostro continente un regime legale sul diritto d'autore "stranamente" analogo al DMCA statunitense: se i Parlamentari provassero a riflettere con attenzione sulla vicenda, forse capirebbero di quale manica di furbastri quella normativa andrebbe a tutelare gli interessi.

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