Quando l'energia è sotto i tacchi

L'energia generata camminando può essere recuperata per alimentare lo smartphone, il lettore MP3 e vari dispositivi.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 27-05-2013]

pedipower

Uno dei problemi dei dispositivi elettronici attuali è costituito dalla "fame" di energia che mostrano.

Le batterie agli ioni di litio, per quanto utili e capienti, sembrano non essere in grado di evolversi per fornire un'autonomia di lunga durata, per cui gli utenti si stanno rassegnando a ricaricare i propri smartphone, lettori MP3 e via di seguito per lo meno una volta al giorno, se non di più.

In attesa di una batteria rivoluzionaria che renda tutto ciò un ricordo, un team di studenti della Rice University (Texas, USA) ha sviluppato un apparecchio in grado di raccogliere l'energia prodotta camminando.

Il dispositivo, chiamato PediPower e per ora allo stadio di prototipo, si installa al di sotto della scarpa e svolge la funzione di una sorta di "tacco meccanico".

Quando si fa un passo, PediPower tocca terra prima di ogni altra parte della scarpa-prototipo e una leva viene in tal modo premuta; ciò mette in movimento degli ingranaggi integrati nella suola, che a loro volta mettono in modo un piccolo motore posto al di fuori della scarpa.

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Questo, a sua volta, genera elettricità che viene poi accumulata in una batteria. Durante i test di laboratorio, il dispositivo è riuscito a produrre 400 milliWatt.

Gli studenti che hanno realizzato PediPower contano sul fatto che il loro progetto venga ripreso da un altro gruppo il prossimo autunno; si potrà migliorare la scelta dei materiali, ridurre le dimensioni e aumentare l'energia prodotta, avvicinandosi così alla possibilità di creare un prodotto commerciale. L'articolo continua dopo il video.

Il dispositivo si può poi estendere cercando di fargli ottenere energia non solo quando si poggia il tallone, ma anche quando si poggia la punta del piede: ciò potrebbe essere utile - dicono gli studenti - nella creazione di scarpe da corsa che generano energia elettrica.

«Se potessimo provare che siamo in grado di produrre energia in quantità utilizzabile, accumularla in una batteria e utilizzare questa batteria per alimentare un dispositivo mobile o un lettore MP3, allora dimostreremmo che il dispositivo funziona» ha raccontato uno degli studenti, sperando che il prossimo team che lavorerà su PediPower riesca a realizzare tutto questo.

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Avevano ragione quelli di Zeus News, quando già nel 2001 scrivevano di Echelon.

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