Assange: Internet è il nemico che ci spia

Il fondatore di Wikileaks spiega come difendersi dallo spionaggio dei sistemi di sorveglianza come l'americano Prism.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 13-06-2013]

assange internet nemico

La casa editrice Feltrinelli non poteva essere più fortunata di così: il libro-intervista a Julian Assange (fondatore di Wikileaks) sta uscendo sul mercato italiano proprio nei giorni caldi delle rivelazioni sul programma segreto Prism.

Prism è quell'ormai famoso (o famigerato) software di intercettazione totale delle telefonate e delle comunicazioni elettroniche gestito dall'americana NSA, il servizio segreto militare per cui lavorava anche Bradley Manning.

Manning è, a sua volta, il militare USA fonte di WiKileaks; oggi si trova sotto processo e, secondo il relatore ONU sulla tortura Juan Mendez sarebbe stato sottoposto a un «Trattamento disumano che corrisponde a tortura».

Il libro di Assange (in vendita a 14 euro) si intitola Internet è il Nemico: è una conversazione di Julian Assange con Jacob Appelbaum, ricercatore membro del progetto TOR per la navigazione anonima, Andy Müller-Maguhn già direttore europeo dell'ICANN e specialista in forme di sorveglianza elettronica di cui attua un monitoraggio continuo sul suo sito BuggedPlanet, e Jérémie Zimmermann, cofondatore del progetto francese La Quadrature du Net, una delle più importanti associazioni europee per la difesa del diritto all'anonimato on line.

In questa conversazione, Assange riafferma l'importanza del pensiero e dell'azione cyberpunk, intendendo con questo termine chi sostiene l'uso della crittografia per arrivare a un cambiamento sociale e politico: massima trasparenza su quello che fa e vuole fare il potere economico e politico (che tenterebbe in tutti i modi di non farlo sapere ai propri cittadini), massima privacy per i dati della gente comune (che invece il potere politico e delle grandi corporation come Google e Facebook tenderebbe a raccogliere in modo sistematico per sorvegliare e vendere).

La realtà è in fondo quella che emerge anche dallo scandalo Prism: «la militarizzazione del cyberspazio».

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«Oggi» - si legge nel libro - «puoi avere storage di qualità di tutte le telefonate tedesche di un anno per circa 30 milioni di euro. Ci sono persino aziende come la VAStech sudafricana che vendono questi sistemi per circa 10 milioni di euro all'anno. Oppure Eagle, il sistema commercializzato dalla francese Amesys, venduto alla Libia di Gheddafi e utilizzato dai suoi successori "democratici", che permette di ascoltare tutte le comunicazioni del popolo libico».

A questo proposito Assange e i suoi interlocutori propongono di vietare la vendita di questi sistemi con un trattato internazionale simile a quello che proibisce la vendita delle mine anti-uomo. Questi sistemi di sorveglianza vengono utilizzati sempre di più, perfino nelle transazioni finanziarie e nello spionaggio industriale.

Per Assange l'alternativa a questo sistema è però la capacità di autodifesa della gente comune che, adottando il software libero, utilizzando sistemi di comunicazione online anonima come TOR e facendo hacking, possono lottare senza delegare tutto a nuovi eroi del nostro tempo come Assange e i suoi amici.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 7)


@Gladiator Dato che queste scuse non le beve più nessuno si sono inventati Al-Qaeda (vuol dire "studenti" riferito ad un gruppo di studenti del Corano esistente in Egitto) che sono un branco di rincoglioniti sui cammelli che secondo la CIA avrebbe, guidando dei complicatissimi aerei di linea, abbattuto le Torri Gemelle! (solo... Leggi tutto
18-6-2013 21:21

La scusa del terrorismo è come quella dei comunisti: è sempre buona per giustificare qualsiasi porcata fatta ai danni della maggior parte dei cittadini usando i loro soldi ed aumentandogli le tasse diminuendo i servizi. Se non ci svegliamo ce lo metteranno sempre lì... :inc:
18-6-2013 19:08

{Romano}
Assange 4 President!!! Freedom 4 all!!!
14-6-2013 14:42

Il bello è che lo fanno con i soldi dei cittadini per "controllare il terrorismo"... Ma è controllare il terrorismo spiare i segreti industriali, faccende private dei politici locali di altri stati, centri di ricerca, scuole, università, profili privati, transazioni finanziarie, ecc. ecc.. ANCHE DELL'ITALIA??? In USA è un... Leggi tutto
14-6-2013 03:03

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