Chiude Italia.it, costato 60 milioni di euro

Dopo anni di sprechi il ''sito ufficiale del turismo italiano'' cessa di esistere, giusto in tempo per l'Expo.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 21-09-2014]

chiude italia it

Era nato come "la vetrina d'Italia", il biglietto di presentazione del nostro Paese al resto del mondo, ma era diventato noto soprattutto per la sua capacità di far sparire milioni senza metterli a frutto.

Ora la dolorosa storia di Italia.it, il portale lanciato nel 2007 con un finanziamento di 45 milioni di euro, è giunta al termine.

Il nome a dominio era stato registrato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2004, ma ci erano voluti tre anni prima che la prima versione del sito vedesse la luce e venisse subito sommersa dalle critiche: errori, imprecisioni, bug e soprattutto una spesa evidentemente folle per la realizzazione di un sito tanto mal fatto avevano indignato pressoché tutta l'Italia, e fatto scuotere molte teste all'estero.

Dal 2007 a oggi, il portale è morto e risorto più volte, sempre con nuove iniezioni di denaro pubblico che tuttavia non sono riuscite a trasformare Italia.it nel fiore all'occhiello dell'Internet italiana, nel punto di accesso per tutti i turisti, com'era nelle intenzioni.

Ora, a 10 anni di distanza dall'inizio dei lavori e dopo una spesa complessiva di circa 60 milioni di euro, arrivano indiscrezioni (pubblicate dall'Espresso) che il portale sarebbe sull'orlo del fallimento: la redazione del sito non riceve lo stipendio da febbraio e i fondi stanno per terminare.

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Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo ha deciso che il sito non serve più; il «petrolio d'Italia» (il turismo, appunto) secondo il Ministero non ha bisogno del portale, anche perché pare che i soldi destinati a tenerlo in piedi pare siano scomparsi.

Non che a Roma abbiano tutti i torti: finora Italia.it non ha potuto arrogarsi meriti particolari per un'eventuale crescita dei turisti nel nostro Paese, sebbene l'ultima revisione (dovuta al ministro Massimo Bray) l'abbia reso utilizzabile e persino utile.

Il dominio è registrato sino alla fine di giugno 2015, e per ora il portale è attivo; ancora non si sa per quanto, però: potrebbe sparire presto, lasciando in eredità il ricordo di un orribile cetriolo verde che aveva il compito di rappresentarci nel mondo.

Tuttavia non è ancora detta l'ultima parola: la rivoluzione che il ministro Franceschini sta portando all'interno del MIBACT potrebbe anche avere come effetto una nuova incarnazione di Italia.it, integrandovi strumenti per la prenotazione di viaggi e soggiorni nel nostro Paese. Il problema, però, è trovare i soldi per farlo.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 15)

Mi chiedo quanto può costare un sito come link, la cui utilità mi sembra fuori discussione. Oppure per parlare di siti non "free": quanto può avere sborsato PayPal per il suo sito? Oppure Beppe Grillo credete che davvero che paghi qualche milione di euro per il suo frequentatissimo sito? Non credo. Anzi, potremmo chedere al... Leggi tutto
21-9-2014 17:51

Degna fine di un sito presentato in modo così ridicolo e imbarazzante, chiunque abbia seguito questa presentazione si sarà ben guardato anche solo dal visitarlo! Ma... c'è un ma i soldi se li sono intascati tutti e, come giustamente Gipi' dice sarebbe anche ora che i politicanti e parenti coinvolti li restituissero (non certo IBM che... Leggi tutto
21-9-2014 11:44

Hanno fatto un lavoro e son stati pagati, punto. Se un cliente ti chiede di fare un lavoro come vuole lui, con la grafica di suo cuggino che è tanto bravo, con la direzione del progetto di suo figlio che gioca bene a nintendo, con team manager la sorella che ha tanto buon gusto e la cognata che sa tutto di turismo perché da due anni ha... Leggi tutto
20-9-2014 04:25

{ssonhar}
IBM ride, visto che si è ingurgitata gran parte dei soldi. Nessuna testa è caduta, nessuno ha pagato di tasca propria, se non le pecore belanti. Italian style
19-9-2014 15:51

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