Antibufala: in Cina gli automobilisti uccidono intenzionalmente i pedoni investiti



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 23-10-2015]

cina

L'accusa è gravissima: in Cina, raccontano articoli come questo su GQ Italia, c'è la consuetudine di "uccidere deliberatamente i passanti" se li si investe. La ragione di quest'atrocità sarebbe il fatto che costa meno il risarcimento per il pedone morto che quello per le ferite e le cure di un pedone ferito. E, si sottolinea, "non è una leggenda metropolitana".

Ma andando alle fonti originali della notizia il sospetto che sia invece davvero una leggenda metropolitana si fa molto forte. La fonte è un singolo articolo della rivista online Slate, che però si basa non su testimonianze dirette o su una statistica dei reati, ma sul sentito dire ("ne ho sentito parlare per la prima volta a Taiwan a metà degli anni Novanta") e su un numero esiguo di video-shock disponibili in Rete. L'articolo continua qui sotto.

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Questi video, oltretutto, mostrano investimenti, ma non dimostrano l'intento omicida: purtroppo dopo un incidente i conducenti tendono ad andare nel panico e peggiorare la situazione. Da un video non si può accertare se il conducente ha travolto con freddo calcolo o se era ubriaco o nel panico. Almeno uno dei video, quello riferito al mercato della frutta di Foshan, nella provincia di Guangdong, si riferisce a una bambina che in realtà non fu uccisa dall'incidente ma morì in seguito, e un altro è in realtà ambientato in Russia.

In tutto i video presentati come prova di un comportamento diffuso sono sei, distribuiti su una decina d'anni, e due di questi sono in realtà non pertinenti. Nella stampa cinese ci sono articoli che discutono di questa presunta abitudine sociale, ma non ci sono articoli che riferiscono di condanne in tribunale per questo crimine. Bastano quattro episodi dubbi, ripresi in video nell'arco di una decina d'anni, in un paese con quasi un miliardo e mezzo di abitanti, per parlare di comportamento diffuso e macchiare così un'intera popolazione? O è la sottile paura dell'estraneo che rende credibili e appetibili queste accuse? Va notato, come segnala Snopes.com, che le stesse accuse vengono rivolte agli automobilisti nelle Filippine, in Thailandia e in Vietnam.

Anche la giustificazione fornita ("costa meno un morto che un ferito"), che a prima vista pare così cinica e inumana, è in realtà diffusa e tecnicamente valida in gran parte del mondo, compresi gli Stati Uniti e il Canada, per cui è ingannevole considerarla una prova d'incivilità da parte dei cinesi.

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Paolo Attivissimo

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Commenti all'articolo (3)

Diciamo che a volte a me verrebbe voglia di investirli per educarli, ma non solo i pedoni, anche i ciclisti, motocliclisti, scooteristi, automobilisti, ecc..senza fargli tanto male...solo un pochino... :twisted:
26-10-2015 10:43

Beh dai, è tanto che non racconto una delle mie avventure automobilistiche, quella fresca fresca di giornata vi tocca !!! :malol: :malol: :malol: E' noto a tutti che per i milanesi i limiti di velocità sono un optional, e la segnaletica non esiste. Al massimo, vige la legge del semaforo. E io oggi arrivavo ad un semaforo di un... Leggi tutto
23-10-2015 22:21

Non ho esperienze con gli automobilisti cinesi ma posso dare per certo che in Italia gli automobilisti tentano deliberatamente di ammazzare i motociclisti con manovre azzardate, guida incosciente, dipendenza da telefono e arroganza. Negli ultimi 3 anni ho collezionato due tamponamenti (fermo al semaforo!) e, in questo mese, un genio che... Leggi tutto
23-10-2015 12:48

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L'app che permette di noleggiare un'autovettura direttamente dallo smartphone è molto contestata dai tassisti.
Non è necessario introdurre nuove regole per l'app. I tassisti hanno torto, perché il mondo si evolve ma loro ragionano come se Internet non esistesse, difendendo ciecamente la loro casta (che ha goduto di fin troppi privilegi negli ultimi anni).
I tassisti dovranno adeguarsi e mandare giù il boccone amaro, anche se un minimo di regolamentazione per l'app è necessaria.
L'app non va vietata del tutto, ma va limitata in modo pesante così da poter salvaguardare le esigenze dei tassisti.
L'app va completamente vietata: i tassisti hanno ragione a protestare, perché Uber minaccia il loro lavoro e viola leggi e regolamenti.
Non saprei.

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