Dottor Smith e Mister Menga

Alla fine e' arrivato anche in Italia l'ultimo dibattito americano su che fare dell'internet. La risposta in arrivo e': farlo pagare.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 21-10-2003]

L'ideologo e' Lawrence Lessing, il cui "Futuro delle idee" sta acquisendo una popolarita' pari a quella del vecchio "Scontro di civilta'" di Huntington (do you remember? Ti bombardo perche' sei mussulmano, e percio' violento).

Le multinazionali della musica (ma anche film, tv, "informazione": non c'e' piu' confine fra una merce e l'altra) ormai sono nell'angolo da un pezzo, non essendo tecnicamente riuscite a impedire lo scambio di file in rete. L'eliminazione di Napster e il terrorismo contro gli utenti (adolescenti processati e condannati per delitto di "peer-to-peer") non sono serviti a niente. Cosi' le varie major perdono milioni di dollari al giorno.

Chi e' il colpevole? Semplicissimo: Adam Smith. La Legge del Mercato e' infatti molto chiara: il prodotto piu' economico caccia il piu' costoso. Se lo stesso CD costa venti euri al negozio e cinque dal marocchino all'angolo, indovinate da che parte sta la Legge? C'e' poco da girarci attorno: il traffico della musica segue le stesse regole del traffico di balle di cotone o di schiavi, su cui s'e' storicamente costrita tutta la nostra economia.

Il Maragia' di Nosore, a un certo punto, per contrastare la concorrenza delle merci "illegali" decise di imporre a tutti i suoi sudditi una tassa (la "bazar tass") secondo lui risolutiva: chiunque si avvicinasse al bazar, anche se non comprava niente, doveva pagare una tassa fissa di cinque rupie. Con questi soldi il maragia' pensava di pagare i soldati per cacciare i mercanti stranieri, nonche' di calmare gli eunuchi dell'harem, da qualche tempo alquanto in arretrato con gli stipendi.

Purtroppo per lui, la gente ricordava benissimo che dal tempo dei tempi l'accesso al bazar era libero e senza intoppi; il bazar, infatti, non e' che l'insieme degli acquirenti e mercanti convenuti in un luogo. Molti bramini predicarono che per colpa dell'avidita' del ragia' sarebbe andata a ramengo l'economia, e inoltre il dio del mercato si sarebbe offeso. Alla fine scoppio' la rivoluzione e il maragia' fini' a fare l'incantatore di serpenti nelle fiere. Guai a sfidare la Legge di Adam, specialmente oggigiorno che e' l'unica religione rimasta.

Le multinazionali hanno gia' fatto danni immensi all'internet. La principale difficolta' tecnica dei collegamenti ormai consiste nella trappola degli spot, dei dialer, delle cazzate java che ti si spalmano addosso appena cerchi di spedire una mail o di collegarti a chiunque.

Le major hanno la stessa funzione costruttiva e produttiva, nel web, di un cinghiale in un orto (ho le mie buone ragioni, in questo momento, di usare questa metafora: poi vi spiego). L'internet non e' stato fatto dalle major, ma da due generazioni di ricercatori liberi e indipendenti, e da noi milioni di utenti, senza i quali l'internet non esisterebbe.

Perche' dunque dovrei pagare dei soldi a uno che non c'entra niente? Quanto durerebbe l'internet in una situazione di pizzo come questa? Perche' hanno paura dell'internet, perche' vogliono a tutti i costi restringerlo, chiuderlo ai poveracci e metterci un filo spinato attorno? Altro che Legge di Smith: qua si va dritti verso la Legge del Menga.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (3)

Francesco
Spiegazioni mancate Leggi tutto
23-10-2003 14:20

Alessio
stupenda metafora! Leggi tutto
21-10-2003 18:05

E' chiaro perchè hanno paura. Leggi tutto
21-10-2003 15:35

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