Google Home Mini: mettersi un microfono aperto in casa

... non è mai una buona idea.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 29-10-2017]

google home mini

Il nuovo Home Mini di Google è un piccolo altoparlante "smart" che si collega a Internet e da lì ai servizi del grande motore di ricerca, consentendo di ascoltare musica, comandare dispositivi domotici, fare chiamate e chiedere informazioni tramite il suo microfono incorporato, che consente di dargli comandi vocali.

Un gingillo accattivante, ma come tutti gli oggetti dell'Internet delle Cose ha qualche problemino di privacy: il giornalista Artem Russakovskii ne ha ricevuto un esemplare da recensire e si è accorto che si attivava anche se non gli veniva chiesto di farlo, come il giornalista ha documentato in un video.

Esaminando i log del dispositivo si è accorto che per due giorni il Mini aveva registrato tutti i suoni che aveva rilevato, invece di limitarsi a registrare quelli pronunciati dal giornalista dopo la frase di attivazione "OK Google".

In pratica, il Mini aveva ascoltato, registrato e trasmesso a Google tutto quello che era successo in casa.

Il giornalista ha contattato Google chiedendo chiarimenti e l‘azienda ha risposto che si era trattato di un malfunzionamento dovuto a un difetto fisico del pannello sensibile al tatto, quello che consente gli utenti di attivare la registrazione manualmente in alternativa alla pronuncia della frase di attivazione. Il difetto riguarda solo gli esemplari di prova per le recensioni e Google ha disattivato l'opzione di attivazione tramite il pannello tattile difettoso.

Ma il problema di fondo rimane: questo dispositivo di Google, come tutti gli altri del suo genere che rispondono ai comandi vocali (per esempio Echo di Amazon, certe "smart TV" e Siri), deve per forza avere un microfono costantemente attivo e in ascolto, in modo da poter reagire quando l‘utente pronuncia la frase di attivazione.

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Quando questo avviene, i suoni successivi devono essere registrati e inviati ai server della casa produttrice (in questo caso a quelli di Google), perché è lì che vengono analizzati, decifrati, eseguiti e custoditi: non viene effettuata alcuna elaborazione locale. In questo caso il difetto di fabbricazione ha fatto in modo che a Google arrivasse per errore tutto quello che veniva detto nell'abitazione.

Non so voi, ma l'idea di mettermi in casa, a spese mie, un microfono connesso a Internet che ascolta tutto quello che dico e capta anche i rumori delle altre attività che avvengono tra le mura domestiche continua a sembrarmi spettacolarmente stupida. Specialmente se si considera che tutto questo viene fatto semplicemente per evitare all'utente di dover premere un semplice pulsante di attivazione del microfono.

Giusto per capirci: considerate che Russakovskii aveva installato il suo Google Home Mini in bagno.


Fonte: Naked Security.

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Paolo Attivissimo

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Commenti all'articolo (5)

Nello smartphone ho disattivato l'opzione, figuriamoci se mi passa anche solo per l'anticamera del cervello di acquistare uno "spione" del genere... :roll: Leggi tutto
1-11-2017 16:29

Qlcn ricorda degli incidenti con Alexa che captando le parole chiave dei discorsi fatti in casa troppo vicino all'apparato, erano stati trasformati dal solerte aiutante in ordini Amazon? Mi sembra che proprio Paolo Attivissimo aveva segnalato l'incidente😂😂😂
29-10-2017 01:54

concordo! Mi inquieta già abbastanza averlo nel telefono e vederlo attivarsi, di tanto in tanto, senza motivo...
29-10-2017 00:34

In bagno? Cosa gli stimolava? :shock: In camera da letto piuttosto!
28-10-2017 23:40

{frutas}
In una società priva di etica (per forza, visto che il denaro è al primo posto), le aziende ci provano. Se va, tutto bene, altrimenti si cambia (momentaneamente) direzione in attesa di tempi migliori, che magari verranno forzati poco a poco con esche di vario genere. Il sistema è collaudato e funziona. E dal punto di... Leggi tutto
28-10-2017 21:22

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