Cookie: che si fa?

La beffa dei cookie rifiutati.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 19-09-2024]

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La beffa dei cookie rifiutati

È facile pensare che a questo punto i ricercatori abbiano in sostanza stilato un enorme elenco di siti inadempienti, da portare subito in tribunale o di fronte a un'autorità per la protezione dei dati, ma non è così. A differenza di molte altre ricerche condotte usando software di intelligenza artificiale, in questa viene messo molto in chiaro che una procedura automatica di questo tipo ha un rischio di falsi positivi troppo elevato, circa il 9%, e che quindi le segnalazioni fatte dall'intelligenza artificiale andrebbero controllate una per una. In altre parole, il metodo in generale funziona e permette di valutare la scala del problema, ma non è sufficientemente preciso da poter puntare automaticamente il dito sui singoli siti che non rispettano le norme.

Questo non vuol dire che tutta questa ricerca sia inutile all'atto pratico perché tanto non consente di intervenire. Anzi, lo scopo dei ricercatori è fornire per la prima volta uno strumento che finalmente consenta una "analisi su vasta scala, generale e automatizzata, della conformità degli avvisi per i cookie", ben più ampia di tutti gli studi precedenti, e che permetta quindi una vigilanza maggiore di quella attuale, che è manuale, per identificare i violatori delle norme.

La vigilanza manuale ha già colpito parecchie volte. Per esempio, i ricercatori notano che l'agenzia francese per la protezione dei dati, il CNIL, ha multato Amazon per 35 milioni di dollari perché elaborava dati personali senza aver prima ottenuto il consenso dell'utente e segnalano anche che lo stesso CNIL ha multato Google e Facebook, rispettivamente per 150 e 90 milioni di euro, perché non fornivano un pulsante di rifiuto ma solo quello di accettazione dei cookie e chiedevano agli utenti di andare nelle impostazioni per rifiutare i cookie.

Anche con i controlli puramente manuali, insomma, le sanzioni arrivano, ma a quanto pare sono ancora moltissimi i siti che preferiscono rischiare le multe e sperano di farla franca perché le probabilità di essere scoperti sono state finora scarse e un'eventuale multa veniva messa in conto come semplice costo operativo. Ma questa tecnica proposta dei ricercatori potrebbe cambiare la situazione.

Staremo a vedere, e nel frattempo continueremo a cliccare.

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Paolo Attivissimo

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 39)

{Sergio}
Personalmente ho escluso l'accesso a molti siti che pretendono l'accettazione dei cookie o l'iscrizione di un abbonamento. Ormai anche il noto "Adblock" fa fatica a rimuovere l'eccesso di pubblicità ma risolvo chiudendo la connessione.
13-6-2025 13:34

Torneremo tutti a lynx. :fescion:
25-9-2024 13:15

lo so, come so che si sta andando verso una uniformità che sa tanto di darwinismo artificiale :evil:
25-9-2024 13:11

Su Wikipedia si trova la mappa comparativa dei browsers con indicazione dell'engine di base.
25-9-2024 12:15

quindi se uno per principio non si fidasse di Chromium e volesse qualcosa di altro come browser cosa avrebbe che non usi Chromium? :?
25-9-2024 12:08

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Avevano ragione quelli di Zeus News, quando già nel 2001 scrivevano di Echelon.

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