Svizzera, al via il progetto per ridurre la dipendenza da Microsoft: 3.000 PC in fase di prova

Il test servità per valutare il passaggio da Microsoft 365 a soluzioni open source.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 09-09-2026]

svizzera open source microsoft 365

La Confederazione Svizzera avvierà un test su larga scala per valutare alternative open source a Microsoft 365, coinvolgendo 3.000 postazioni di lavoro dell'amministrazione federale. L'iniziativa nasce dalla volontà di ridurre la dipendenza tecnologica dal colosso statunitense e di rafforzare la sovranità digitale del Paese, in un contesto in cui i servizi Microsoft sono utilizzati quasi ovunque nella pubblica amministrazione. Il progetto riguarda circa il 7% del personale federale e coinvolgerà in via prioritaria gli impiegati che gestiscono dati particolarmente sensibili, inclusi i dossier del Consiglio federale. L'obiettivo è verificare se strumenti open source, basati su codice pubblico e non controllati da grandi aziende tecnologiche, possano sostituire in modo credibile applicazioni come Word, Excel, Outlook e Teams.

La decisione è motivata da tre fattori principali: protezione dei dati, accesso alle informazioni e costi. Come ha spiegato in un'intervista televisiva Matthias Stürmer, professore alla Scuola universitaria professionale di Berna, la supremazia di Microsoft nelle istituzioni pubbliche comporta rischi concreti. «Innanzitutto la protezione dei dati: sappiamo che governi stranieri possono accedervi. Poi l'accesso ai dati: devono essere disponibili in ogni momento. Infine i costi: le spese di licenza aumentano rapidamente ogni anno». La Confederazione ritiene che l'adozione di software open source possa mitigare questi rischi, offrendo maggiore controllo sulle informazioni e riducendo la dipendenza da un unico fornitore. Il test prevede l'installazione di applicazioni alternative su migliaia di PC, con l'obiettivo di verificare la compatibilità con i flussi di lavoro esistenti e la capacità di gestire documenti, comunicazioni e attività collaborative.

L'esperimento non parte da zero: alcune amministrazioni cantonali, come quelle di Zurigo e Basilea Città, hanno già maturato esperienza nell'uso di soluzioni open source. Secondo Stürmer, la Confederazione potrebbe sfruttare queste competenze locali per accelerare la transizione e fornire linee guida ai cantoni e ai comuni interessati a ridurre la dipendenza da software proprietario. Il modello scelto dalla Svizzera segue un approccio graduale. La strategia consiste nel partire da un gruppo limitato di utenti, valutare l'impatto operativo e decidere successivamente se estendere l'adozione a tutta l'amministrazione federale. Le autorità sottolineano che il test non implica un abbandono immediato dell'ecosistema Microsoft, ma rappresenta una fase di analisi strutturata.

Esperienze simili sono già state avviate all'estero. In Germania, l'amministrazione del Land di Schleswig-Holstein ha intrapreso un percorso di migrazione verso software open source, e oggi quattro postazioni su cinque non utilizzano più i programmi Microsoft. La scelta della Confederazione si inserisce quindi all'interno di un percorso fatto di esperienze positive ma anche in un dibattito più ampio sulla sovranità digitale europea. L'uso di servizi cloud e applicazioni sviluppate da aziende extraeuropee solleva interrogativi sulla gestione dei dati pubblici, sulla conformità alle normative locali e sulla capacità degli Stati di mantenere il controllo sulle infrastrutture informatiche critiche.

La fase di sperimentazione sarà monitorata nei prossimi mesi, con l'obiettivo di raccogliere dati tecnici, riscontri dagli utenti e informazioni sulla compatibilità dei documenti e dei sistemi. Solo al termine di questa analisi la Svizzera deciderà se estendere l'uso delle alternative open source a un numero più ampio di postazioni.

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Commenti all'articolo (3)

Direi che oltre a raccogliere dati tecnici, riscontri dagli utenti e informazioni sulla compatibilità dei documenti e dei sistemi, questo periodo dovrà anche servire a capire le reazioni di grossi investitori e gruppi che si servono delle banche svizzere per i loro affari e traffici per verificare che questa mossa sia da loro gradita.
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