L'iniziativa puntava a ridurre la dipendenza tecnologica da Microsoft, ma non è riuscita a superare gli ostacoli della compatibilità.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 26-10-2026]

La Danimarca ha interrotto la sperimentazione che avrebbe dovuto verificare la possibilità di sostituire Microsoft Office con una soluzione open source nella pubblica amministrazione. Il programma pilota, avviato per ridurre la dipendenza dai software Microsoft, è stato chiuso senza una valutazione conclusiva e oggi nessun dipendente dell'amministrazione coinvolta utilizza più la piattaforma testata. L'iniziativa era stata annunciata nel 2025 come uno dei primi passi verso una maggiore autonomia digitale delle istituzioni danesi. L'obiettivo era verificare se le attività quotidiane degli uffici pubblici potessero essere svolte utilizzando strumenti alternativi a Word, Excel e PowerPoint, mantenendo però la compatibilità con i flussi documentali già esistenti.
Contrariamente a quanto emerso nelle prime ricostruzioni dell'epoca, il progetto non coinvolgeva l'intero ministero. Si trattava invece di una sperimentazione limitata a 38 volontari, chiamati a lavorare con Collabora, una suite per la produttività derivata da LibreOffice e integrata nel sistema documentale F2, una piattaforma già utilizzata dall'amministrazione per la gestione delle pratiche e dell'archiviazione. Lo scopo del test era verificare aspetti molto concreti: compatibilità dei modelli documentali, mantenimento della formattazione, gestione delle revisioni, conversione dei file e integrazione con i processi amministrativi esistenti. Il progetto avrebbe dovuto fornire indicazioni utili per valutare un eventuale passaggio più ampio ad alternative aperte.
Fin dalle prime fasi, tuttavia, sono emersi problemi operativi. Secondo documenti interni ottenuti dalla stampa danese attraverso richieste di accesso agli atti, alcuni dipendenti hanno riscontrato difficoltà nella gestione degli stili utilizzati nei modelli di Word già adottati dall'amministrazione. Tra le criticità segnalate figurava anche l'assenza iniziale del carattere tipografico Georgia, utilizzato nei documenti ufficiali. Pur dopo l'introduzione del carattere, sono continuati problemi di impaginazione e formattazione, con testi che diventavano inaspettatamente in grassetto e interruzioni di riga non desiderate. Le difficoltà non si sono limitate all'aspetto visivo dei documenti: alcuni file provenienti da altre amministrazioni risultavano vuoti una volta aperti nella nuova piattaforma. Sono stati inoltre segnalati problemi nelle procedure di stampa e nella gestione delle modifiche ai documenti, elementi particolarmente importanti in ambienti amministrativi dove la tracciabilità delle revisioni è essenziale.
Questa anomalie hanno avuto un impatto diretto sulla produttività: alcuni partecipanti hanno evidenziato il tempo necessario per correggere stili, impaginazioni e incompatibilità, trasformando attività normalmente rapide in operazioni più lunghe e complesse. Il programma avrebbe dovuto portare a una valutazione formale entro l'autunno successivo al lancio: un documento interno prevedeva diversi possibili scenari, dall'adozione estesa della piattaforma fino all'eventuale giudizio di immaturità della soluzione; tuttavia, questa analisi finale non è mai stata completata. Un portavoce ministeriale ha confermato che la valutazione prevista inizialmente non è stata effettuata.
La conclusione del progetto è arrivata nel contesto delle elezioni politiche danesi e del successivo cambio di governo. Dopo la fine della sperimentazione, il programma non è stato riattivato e tutti i partecipanti sono tornati agli strumenti precedentemente utilizzati. L'assenza di una relazione finale impedisce però di considerare il caso come una bocciatura definitiva delle suite open source per la produttività individuale. Le informazioni disponibili descrivono infatti le difficoltà incontrate in una specifica implementazione, integrata con determinati sistemi amministrativi e sottoposta a particolari requisiti di compatibilità documentale.
Parallelamente, altri progetti europei proseguono. In Danimarca sono in corso ulteriori sperimentazioni con postazioni basate su software aperto all'interno di altre strutture pubbliche. Anche Svizzera e Paesi Bassi stanno portando avanti iniziative finalizzate a ridurre la dipendenza dalle piattaforme Microsoft, attraverso l'adozione di soluzioni alternative per sistemi operativi e strumenti di produttività. La vicenda evidenzia soprattutto una difficoltà ricorrente nei progetti di migrazione informatica della pubblica amministrazione: il problema non è soltanto sostituire un programma con un altro, ma garantire la piena compatibilità con archivi documentali, procedure consolidate, modelli esistenti e piattaforme gestionali sviluppate nel corso degli anni. È proprio su questi aspetti che il progetto danese ha incontrato i maggiori ostacoli.
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