Linux costa più di Windows

La pubblicità di Microsoft continua a scatenare polemiche, soprattutto quando viene pubblicata su riviste dedicate al mondo dell'open source.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 27-12-2004]

Un lettore (Claudio) ci scrive:

Vorrei segnalarvi una questione piuttosto... triste, sì, triste è la parola adatta. Dunque, sono un informatico e da un po' di tempo sono passato al pinguino. Premetto che non sono esperto sulle riviste di Linux (ma nemmeno sulle altre) e, passando in edicola, noto una rivista, tale Linux Magazine, che aveva in copertina dei titoli interessanti. La compro e inizio a leggerla, a prima vista sembra una buona rivista, purtroppo non essendo esperto non ho troppo occhio critico, ma mi sembra che spieghino bene le cose, trovo anche un paio di articoli davvero interessanti.

Il problema però è che, sfogliandola, mi imbatto in una pubblicità...quella della Microsoft! Ben due pagine! Ma non una qualsiasi, quella tristissima che sostiene che passare a un sistema Linux fa aumentare i costi... eh? Chiudo la rivista per vedere se nel frattempo questa fosse cambiata (già, mentre l'avevo in mano... improbabile, no?) e constato, con amarezza, che avevo in mano ancora Linux Magazine... Mi scappa l'occhio e leggo: 100% indipendente... Eh? Secondo voi 100% indipendente cosa significa? Cosa ne pensate?

Com'è possibile che il mondo venga convertito al pinguino se anche gli addetti ai lavori (anzi, i media che si occupano del pinguino) accettano due soldi (beh, magari anche qualcosa in più) per sponsorizzare i prodotti del più grande monopolizzatore di tutti i tempi? Attendo un vostro parere in merito.

Risponde Stefano Barni:

Posso dirti che, in quanto lettore affezionato della rivista in questione, ho provato il tuo stesso sgomento notando per la prima volta quella pubblicita', alcuni mesi or sono. Non sei il primo a sollevare la questione, tant'e' che (se ben ricordo) il mese successivo a quello della prima apparizione, il direttore della rivista, Emmanuele Somma, ha scritto un editoriale sull'argomento.

In buona sostanza, sosteneva che la presenza di quel messaggio sulle pagine della rivista doveva essere interpretata come una garanzia di imparzialita' della rivista stessa: laddove il "nemico" e' solito servirsi di studi "indipendenti" (e guarda caso prezzolati) per dimostrare la propria verita', il mondo open source non teme confronti al punto da fare pubblicita' a chi lo denigra. E' come dire: se volete credere a Microsoft, affari vostri, capirete poi dove stia la verita'.

Naturalmente in tutto questo c'e' del vero e credo di poter dire che Emmanuele crede sinceramente e fattivamente nell'open source. Tuttavia, secondo me, si tratta almeno in parte di una argomentazione che, dietro la propria intrinseca validita', tende a celare o sminuire l'importanza di un fatto ovvio: non viviamo in un mondo di duri e puri. Una rivista generalmente deve rispettare le politiche dell'editore. L'editore di Linux Magazine, se non sbaglio, ha in portafoglio riviste dedicate al mondo Windows. E' assai probabile che un inserzionista abbia accordi direttamente con l'editore. L'inserzionista paga. L'editore introita. La rivista pubblica la pubblicita' che l'editore ha accettato di pubblicare.

Questo non sminuisce la serieta' della rivista, la competenza dei suoi redattori, la serieta' con la quale gli argomenti sono affrontati: in fondo, e' solo uno dei piccoli compromessi che tutti dobbiamo subire, ogni volta che non possiamo sbattere la porta in faccia a chi non vorremmo ricevere. La suocera, la zia antipatica, il collega rompiscatole...

C'e' un altro modo di vedere la cosa: non so quanto quella pubblicita' possa trovare credito presso i lettori di Linux Magazine (personalmente la vedo piu' come una provocazione), ma in ogni caso Microsoft ha pagato per pubblicarla, con cio' sostenendo indirettamente l'open source. in fondo, e' un contrappasso divertente.

Michele Bottari aggiunge:

La pubblicità in questione ha scatenato una diatriba molto forte sulle mailing list dedicate a Linux, oltre ad aver ispirato questo articolo, che forse già conosci. Da un lato i duri e puri, che sostengono che tali annunci non vadano pubblicati. Dall'altro i sostenitori della libertà di espressione, che si fanno forti del fatto che quelle inserzioni, pubblicate su quelle riviste, sono in gran parte soldi buttati. Evidentemente il nostro amico Emmanuele Somma fa parte della seconda categoria. Io, personalmente, della prima.

Non credo, comunque, che questo fatto comprometta in qualche modo l'indipendenza della rivista, né che l'obiettivo del movimento free software sia convertire il mondo al pinguino. Mi basta che il mondo abbia libertà di scelta. Non è poco, e siamo ancora ben lontani dal raggiungerlo.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 20)

Tiziano
Tranne quando e' troppo! Leggi tutto
4-1-2005 19:10

Valter Ballantini
"Linux costa più di Windows" è ingannevole Leggi tutto
4-1-2005 11:37

Emilio Roda
Lettera aperta ai linuxiani Leggi tutto
1-1-2005 19:12

Ale
Alessandro tu hai ragione: in questo momento conviene di più acquistare Windows ad un utente medio visto che è più "utilizzabile" dato che quasi tutti hanno Windows.Ma questa è una lotta tra Davide e Golia, diciamo tra un Golia grosso e che non vale niente e un Davide piccolo che è migliore: non si può... Leggi tutto
29-12-2004 12:24

Alessandro Cerboni
Analizziamo meglio i costi complessivi Leggi tutto
28-12-2004 16:56

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