Google contro il resto del mondo

Lo scontro tra il gigante di Mountain View da una parte e Microsoft e i suoi alleati dall'altra sta diventando una specie di western digitale.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 29-06-2007]

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Potrà forse apparire come una serie di scontri occasionali derivanti dal semplice collidere delle politiche aziendali, ma ormai non passa giorno senza che uno o più dei contendenti sia promotore di azioni che dall'altra parte non siano viste come attentati alla propria sopravvivenza; ma più che a sfide del genere OK Corral sembra di assistere a saghe del tipo Star Wars e quindi rivelarsi interessanti se osservate con un minimo di attenzione.

Così mentre Google da un lato manifesta una sostanziale insoddisfazione per il lodo antitrust emesso dal Dipartimento della Giustizia americano nei confronti di Redmond, ritenendolo vago e insufficiente a risolvere il problema, dall'altra Microsoft pare lieta di essersela cavata con un patteggiamento del valore di una semplice scaramuccia più che di una battaglia perduta, in una guerra che si preannuncia lunga e senza esclusione di colpi.

Asserendo che la contestata funzione di ricerca altro non sarebbe stata che la naturale evoluzione dell'analoga funzione da sempre presente nel sitema operativo Windows, il consigliere Brad Smith sembra voler confermare che il suo gruppo non è disponibile a ulteriori concessioni e che resta fermo in attesa della decisione che verrà presa dall'antitrust circa l'acquisizione di DoubleClick da parte della concorrente.

Quanto a Google, ha dovuto correre ai ripari dopo la riconsiderazione dei rapporti pubblicitari con eBay introdotta unilateralmente da parte di quest'ultima a seguito della nota "mancanza di rispetto" in occasione della convention Adwords di una decina di giorni addietro.

L'ambizione di Google, per esplicita ammisione dei propri dirigenti, è ormai diventata quella di svolgere la funzione una volta esercitata dai vigili urbani, regolando il traffico agli incroci, fornendo cortesi indicazioni ai richiedenti e, se del caso, castigando gli indisciplinati; solo che nella visione di Mountain View la città è costituita dall'universo digitale e il traffico da regolare attraversa un immenso crocicchio di cui ambisce a detenere la chiave.

Per ottenere questo effetto, occorre conquistare le strade, magari regolandole con semafori, sensi unici e divieti; da qui la necessità delle acquisizioni diversificate nei vari campi, anche in quelli che sembrerebbero lontani dagli interessi specifici di un generico fornitore di contenuti.

L'ultima pensata è l'acquisizione di una relativamente piccola azienda, la "GrandCentral" specializzata in un particolare aspetto della telefonia che è quello di censire l'utente attraverso un solo numero identificativo indipendentemente dal fornitore del servizio.

Il numero univoco, in un circuito Voice over IP, senza dubbio si presenta comodo per l'utente, che resta in ogni caso accessibile, indipendentemente dal numero telefonico usato dal chiamante, ma pone in mano al provider la chiave (e la serratura) di ogni comunicazione.

Ogni riferimento a quanto già avviene con il reindirizzamento di Skype non è affatto casuale, con l'aggiunta degli inevitabili benefici che potrabbero trarne sia Google Talk che il client di posta elettronica; GrandCentral nel suo genere non è proprio l'ultima arrivata apparendo al terzo posto, dopo AOL Instant Messenger e Gmail, nella speciale classifica Communication stilata da CNet Networks.

Inoltre, come tutti i "cattivi" di peso, a Mountain View ci si può anche permettere di fare la voce grossa contro chi disturba i propri interessi; vedasi ad esempio la concreta minaccia di abbandonare l'area, da ultimo espressa nei confronti del governo federale tedesco, "reo" di pretendere la consegna dei dati degli utenti a fini giudiziari anche oltre il limite dei 18 mesi impostosi da Google.

Senza entrare nel merito della posizione espressa dai contendenti, resta il fatto che ormai i massimi calibri del cyberuniverso si sentono e si comportano come organismi sovranazionali, ora trattando con alcuni enti e governi, ora ribellandosi al tentativo di imporre regole certe; magari lamentando come in questo caso l'inefficienza, i contrasti e la frammentarietà della legislazione europea.

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