Ancora sullo smarrimento dei dati personali in UK

Il parere di Paolo Salin di Kroll Ontrack Italia.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 04-12-2007]

Abbiamo già parlato dei dati personali di 25 milioni di inglesi smarriti, insieme ai due Cd che li contenevano, che erano stati inviati via corriere al National Audit Office. Si tratta dei dati identificativi di 25 milioni di persone che ricevono un sussidio dallo stato per i loro bambini: si parla dunque di nomi, indirizzi, date di nascita, numeri della tessera sanitaria, nonchè i dati bancari di 7 milioni di famiglie.

Sul caso è intervenuto Paolo Salin, Country Manager di Kroll Ontrack Italia: "Il caso del Dipartimento delle Imposte Britannico dimostra che nessuno è immune dal pericolo di perdita di dati, nemmeno le strutture governative che dovrebbero garantire la massima sicurezza nella gestione dei dati personali dei cittadini.

Lo smarrimento o il furto dei supporti di memorizzazione è solo un aspetto di questo problema. Spesso è il malfunzionamento o il guasto improvviso dei supporti a rendere indisponibili le informazioni.

Le cause di perdita di dati sono diverse: nel 60% dei casi si tratta di cattivo funzionamento dell'hardware, a seguire nel 26% dei casi errori umani, per arrivare poi a problemi del software, eventi naturali e virus informatici.

L'aspetto più preoccupante è, in ogni caso, la mancanza di rigide politiche di sicurezza per la gestione dei casi di perdita dei dati, sia che si tratti di procedure di backup sia della selezione a priori di fornitori professionali di data-recovery, misure che insieme potrebbero sicuramente garantire una gestione efficace in tutti i casi di disaster-recovery".

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Commenti all'articolo (2)

Facendo riferimento a quanto accaduto, gli esperti di sicurezza It britannici hanno lanciato una petizione al governo per formare un'unico centro di polizia per crimini informatici, prendondo ad esempio gli USA. fonte Leggi tutto
6-12-2007 16:40

{Antonio}
Gli Inglesi non sono infallibili Leggi tutto
5-12-2007 14:43

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