Rubato materiale per 11,4 milioni di dollari che era destinato ai datacenter texani.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 08-11-2026]
Se i componenti per computer in generale e le schede video in particolare valgono come oro, o giù di lì, non c'è da stupirsi se i ladri se ne interessano. A dimostrarlo è la sparizione di un carico di hardware NVIDIA del valore di 11,4 milioni di dollari è scomparso durante il trasporto tra Oakland, in California, e Fort Worth, in Texas. La spedizione era composta da sei pallet di hardware NVIDIA, che lasciarono l'area di Oakland il 29 agosto con destinazione Texas; non arrivarono però mai a destinazione. Ancora oggi, a distanza di oltre due mesi dalla scomparsa, non risultano arresti, né la merce rubata è stata recuperata.
Gli investigatori riferiscono che il ritiro della merce sarebbe avvenuto regolarmente. Il carico venne preso in consegna da un camion identificato come appartenente a una società attiva nel trasporto alimentare. Durante il tragitto verso Fort Worth, Il veicolo avrebbe effettuato diversi stop della durata di alcune ore prima che le sue tracce si perdessero nella contea di San Bernardino, nel sud della California. Da quel momento non è stato più possibile seguire con precisione gli spostamenti del carico. L'aspetto forse più sorprendente della vicenda è però che la scomparsa della spedizione non sarebbe stata rilevata immediatamente: il mancato arrivo della merce è stato infatti scoperto soltanto all'inizio di settembre, mentre la denuncia ufficiale alle autorità di Oakland risulta essere stata presentata il 13 settembre. Questo ritardo avrebbe fornito ai responsabili un notevole vantaggio temporale.
Al momento le autorità non hanno reso noto quale fosse esattamente il contenuto dei sei pallet: non è stato chiarito se si trattasse di acceleratori per l'intelligenza artificiale, sistemi completi per centri dati, schede grafiche professionali o altre apparecchiature. Gli investigatori non hanno neppure spiegato in che modo il furto sia stato concretamente eseguito.
Olaf Groth, docente della Haas School of Business dell'Università della California a Berkeley, ha sottolineato che i chip NVIDIA possono raggiungere quotazioni particolarmente elevate al di fuori degli Stati Uniti. «Questi chip possono valere circa il doppio rispetto al prezzo che hanno negli Stati Uniti. Se un chip costa circa 550.000 dollari, all'estero può essere venduto a circa un milione di dollari o anche di più», ha dichiarato. Lo stesso esperto ha evidenziato come la dimensione crescente dei carichi e la complessità dei colpi suggeriscano una progressiva professionalizzazione delle organizzazioni criminali coinvolte. «I carichi stanno diventando più grandi. I furti stanno diventando più complessi e questo indica una crescente professionalizzazione dei gruppi che li mettono in atto», ha spiegato.
Quanto è accaduto negli ultimi mesi sembra confermare ciò che sostiene il professore: i criminali stanno adottando tecniche sempre più sofisticate per sottrarre apparecchiature destinate ai centri dati. Tra i metodi segnalati figurano la falsificazione dei segnali di localizzazione satellitare, l'impersonificazione di aziende di trasporto legittime attraverso campagne di phishing e perfino collisioni deliberate contro i veicoli di scorta incaricati di seguire le spedizioni più preziose. Il furto da 11,4 milioni di dollari non rappresenta infatti un episodio isolato: lo scorso anno, indagini condotte nelle aree di Fremont e Union City avevano già coinvolto spedizioni NVIDIA per un valore complessivo superiore a 7,5 milioni di dollari. Più recentemente alcune bande hanno preso di mira persino rimorchi contrassegnati dal marchio NVIDIA nella convinzione di trovare componenti di grande valore. In almeno un caso, tuttavia, i ladri hanno scoperto troppo tardi che il carico consisteva unicamente in decine di migliaia di chilogrammi di sabbia utilizzata per test di guida autonoma.
Casi come questi costituiscono un problema che va oltre il semplice danno economico. Olaf Groth ha definito i chip avanzati una vera e propria risorsa strategica, evidenziando l'incertezza sulla destinazione finale delle apparecchiature sottratte: «La sicurezza deve diventare molto più rigorosa perché queste tecnologie rappresentano una risorsa di interesse nazionale», ha affermato. «È anche una questione di sicurezza nazionale, perché non sappiamo dove finiranno questi chip». Mentre l'indagine prosegue, resta aperto il mistero sulla sorte dei sei pallet scomparsi. Per ora, l'unica certezza è che uno dei più grandi furti recenti di hardware tecnologico negli Stati Uniti continua a non avere responsabili ufficialmente individuati.
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