Heartbleed è ancora là fuori. Come difendersi

Troppi server sono ancora vulnerabili: così proteggiamo i nostri dati.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 24-06-2014]

heartbleed

Per quasi tutto il mese di aprile la vulnerabilità in OpenSSL nota come Heartbleed ha tenuto desta l'attenzione degli utenti di Internet.

Fatalmente, poi, la questione è scivolata in secondo piano, e si potrebbe essere indotti a pensare che nel frattempo tutti i server vulnerabili abbiano ricevuto la patch.

Quando Neel Mehta, di Google, ha scoperto il bug, i server che potevano essere violati erano oltre 615.000; dopo un mese, il numero era calato a circa 318.000, segno che per le meno metà degli amministratori di sistema s'era data da fare.

Si potrebbe pensare che ormai il numero di server ancora vulnerabili sia molto prossima allo zero; invece, stando agli ultimi rilevamenti, è ancora sopra i 300.000.

Il che, naturalmente, significa che l'applicazione delle patch ha subito un brusco arresto, ma anche che gli utenti non possono fidarsi di tutti i siti che visitano, indiscriminatamente.

Fortunatamente basta seguire tre semplici passi per ritenersi ragionevolmente al sicuro da Heartbleed.

1. Fare una lista dei siti visitati

Il primo è fare un elenco di tutti i siti web importanti utilizzati e di tutti gli account posseduti; è chiaro che la maggiore attenzione deve essere rivolta a quei siti che hanno accesso a dati sensibili, magari medici o finanziari.

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Evitare di fare online banking in vacanza e non scaricare o salvare dati personali e sensibili su Pc pubblici.
Creare un indirizzo ad hoc per inviare cartoline elettroniche via email, da disattivare al rientro qualora venisse compromesso.
Impostare una password all'accensione su smartphone e tablet e un PIN per lo sblocco della tastiera.
Fare il backup del notebook o del netbook che si porta in vacanza, crittografando i dati per limitare i danni in caso di furto.

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Consultare i segnalibri e la cronologia può aiutare in questa operazione.

2. Verificare quali sono i siti ancora vulnerabili

Una volta ottenuta la lista, il passo successivo consiste nel confrontarla con quella dei siti ancora vulnerabili tramite l'elenco pubblicato da CNET, i servizi come quello di LastPass o di Filippo Valsorda, o ancora con le apposite estensioni per Firefox o Chrome.

Il consiglio più ovvio a questo punto è evitare di adoperare quei servizi che ancora non hanno applicato la patch, e rimandare il cambio della password in questi siti al momento in cui la correzione sarà stata applicata.

3. Cambiare la password dei siti sicuri

Infine, per tutti quei siti che si sono preoccupati di applicare la patch, la mossa migliore è impostare una nuova password, possibilmente adoperando una password diversa per ogni sito e naturalmente scegliendo password sicure.

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