La ''legge sui cookie'' sfruttata dai truffatori per rubare clic



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 21-01-2016]

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Avete presente quella richiesta ossessiva di consenso riguardante i cookie che compare ogni volta che visitate un sito per la prima volta? Certo che l'avete presente: è dappertutto. Non si riesce a evitarla. È il frutto della ormai famosa (o famigerata) "legge sui cookie", introdotta nel 2014 per tutti i siti in territorio europeo con l'intento di tutelare gli utenti contro la raccolta eccessiva di dati personali.

Il risultato fondamentale di questa legge, sicuramente concepita con le migliori intenzioni ma messa in pratica non molto felicemente, è che ora gli utenti europei sono abituati a cliccare senza pensare su qualunque avviso che somigli vagamente a quello relativo ai cookie previsto dalla legge. E naturalmente è arrivato il malintenzionato che ha trovato il modo di approfittare di questo condizionamento mentale.

Malwarebytes, infatti, segnala che sta girando una campagna pubblicitaria che induce gli utenti a cliccare su quello che sembra essere un normale avviso riguardante i cookie ma in realtà nasconde una pubblicità: il risultato è che l'utente crede di cliccare sull'avviso ma invece clicca sullo spot e quindi viene caricato il sito dell'inserzionista anche se l'utente non è affatto interessato al contenuto pubblicizzato.

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Questo, secondo le regole della pubblicità online, comporta un costo per l'inserzionista e un guadagno per il truffatore che ha generato il clic: è una tecnica chiamata clickjacking, ossia "dirottamento di clic".

Noi utenti possiamo fare ben poco: Malwarebytes ha già notificato la truffa a Google, che gestisce il circuito pubblicitario preso di mira, e ora spetta a Google e all'inserzionista fare pulizia. Ma adesso abbiamo una ragione in più per detestare l'avviso sui cookie.

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Paolo Attivissimo

(C) by Paolo Attivissimo - www.attivissimo.net.
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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 10)

Può essere una scelta del gestore basata su quanto traffico e consultazioni da mobile genera il sito: tizio gestpore vede che il traffico da mobile è corposo rispetto a quello da desktop e sceglie di piazzare lì i banner civetta
3-2-2016 10:05

Esatto. Il brutto è che pigiandoli anche involontariamente, dovrebbero aprire una pagina che ti chiede conferma, anche perché alcuni contenuti non sono proprio adatti a tutti (i bambini ad esempio), invece alcuni non lo fanno, ti abbonano subito. E anche se ti disinscrivi dopo un istante non usando il servizio per la settimana pagata, a... Leggi tutto
29-1-2016 12:24

Ah quindi comunque c'è scritto "ti prendiamo dei soldi" :D Non mi è ancora capitato di vederli per fortuna. Sono cose che mi fanno salire il crimine.
29-1-2016 11:05

@carlito No, sul mobile ci sono altri banner, e c'è scritto "servizio in abbonamento a euro x a settimana", solitamente i banner sono relativi a calcio, gossip, video, ecc.. non c'entra la finestra dei cookies.
27-1-2016 18:16

Riassunto perfetto :D Cos'è sta storia che se dai il consenso su mobile ti iscrivono ai servizi sms a pagamento? Ma veramente? Leggi tutto
26-1-2016 16:29

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Chi di questi 10 non ha meritato il premio Nobel per la Pace?
Elihu Root, segretario di Stato USA, vincitore nel 1912, indagato per la repressione degli indipendentisti filippini.
Aristide Briand, politico francese, vincitore nel 1926, nonostante molti sostengano che gli accordi da lui voluti abbiano portato la Germania a tentare la successiva espansione verso est.
Frank Kellogg, vincitore nel 1929: la sua idea per evitare le guerre fu sconfessata di lì a breve dalla politica tedesca.
Carl von Ossietzky, giornalista tedesco, vincitore nel 1935 per aver rivelato la politica tedesca di riarmo in violazione dei trattati. Meritava il premio, ma la tempistica fu pessima: venne deportato in un campo di concentramento.
Nessuno: nel 1948 il premio non venne assegnato. Sarebbe potuto andare a Mohandas Ghandi, ma era stato assassinato e il Comitato non permise che il premio fosse assegnato alla memoria.
Henry Kissinger e Le Duc Tho, vincitori nel 1973 per aver negoziato il ritiro delle truppe USA dal Vietnam. Il primo però approvò il bombardamento contro la Cambogia; il secondo rifiutò il premio.
Yasser Arafat, Shimon Peres e Yitzakh Rabin, vincitori nel 1994, sebbene gli accordi di Oslo abbiano avuto effetti molto brevi.
Kofi Annan e le Nazioni Unite, vincitori nel 2001, investigato nel 2004 per il coinvolgimento del figlio in un caso di pagamenti illegali nel programma Oil for Food.
Wangari Muta Maathai, vincitrice nel 2004, convinta che il virus HIV sia stato creato in laboratorio e sfuggito per errore.
Barack Obama, vincitore nel 2009, appena eletto presidente degli USA.

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