Il governo si prepara a entrare in Telecom Italia

La CDP è pronta a rilevare quote di TIM: traballano le poltrone dei dirigenti.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 24-12-2016]

tim cdp

La pericolosità di Vivendi, che in questo momento sta allarmando la politica per la scalata ostile a Mediaset, nella vicenda TIM potrebbe venir annullata dall'ingresso in campo della Cassa Depositi e Prestiti, che pare intenzionata a rilevare una quota di TIM.

In fondo ormai La CDP, che controlla Poste Italiane, Terna e Ilva, sta prendendo nella Terza Repubblica il ruolo che aveva l'Iri nella Prima Repubblica, ossia quello di longa manus del governo nell'economia, principalmente nel settore dei servizi pubblici di rete.

Con l'ingresso della CDP (non sospettabile dalla UE di essere una forma di "aiuto di Stato") nella vicenda, e senza l'esercizio della golden share, TIM risulterebbe "blindata" e potrebbe da difendersi dall'arrivo di Orange, il principale gestore delle Telco francese, controllato dallo Stato, di cui Vivendi potrebbe essere solo un cavallo di Troia. L'articolo continua qui sotto.

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Finora la CDP era interessata soltanto a uno scorporo della rete da Telecom Italia, operazione che sarebbe stata comunque più onerosa dell'acquisto di un'importante quota di TIM.

Con l'ingresso della CDP in TIM diventerebbero a rischio le posizioni del vertice aziendale: dal presidente Recchi, finora vero garante dei francesi, fino all'AD Flavio Cattaneo, molto criticato per l'elevata retribuzione e considerato responsabile dello scontro sindacale in atto in questo momento.

Con l'uscita di scena Cattaneo la possibilità che Francesco Caio, dopo aver pilotato l'operazione di privatizzazione di Poste Italiane, possa arrivare finalmente al vertice di Tim diventerebbe molto concreta.

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Commenti all'articolo (2)

Dopo che quasi vent'anni fa il governo aveva venduto una Telecom piuttosto in salute ai privati che l'hanno disastrata e depauperata in modo ignobile - con la connivenza dei vari governi che negli anni si sono succeduti - ora ce la ricompriamo con montagne di debiti e un potenziale mercato che è un'infinitesima parte di quello che fu,... Leggi tutto
23-1-2017 19:09

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La politica, intrufolatasi in ogni aspetto sociale e, purtroppo, anche personale, ha distorto pesantemente la vita dei cittadini, provocando collasso economico-finanziario, lavorativo, pensionistico e sanitario. Ed è scontato, perché la vita è flessibilità e adattamento, mentre le regole, quando sono in... Leggi tutto
23-12-2016 17:56

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L'app che permette di noleggiare un'autovettura direttamente dallo smartphone è molto contestata dai tassisti.
Non è necessario introdurre nuove regole per l'app. I tassisti hanno torto, perché il mondo si evolve ma loro ragionano come se Internet non esistesse, difendendo ciecamente la loro casta (che ha goduto di fin troppi privilegi negli ultimi anni).
I tassisti dovranno adeguarsi e mandare giù il boccone amaro, anche se un minimo di regolamentazione per l'app è necessaria.
L'app non va vietata del tutto, ma va limitata in modo pesante così da poter salvaguardare le esigenze dei tassisti.
L'app va completamente vietata: i tassisti hanno ragione a protestare, perché Uber minaccia il loro lavoro e viola leggi e regolamenti.
Non saprei.

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