L'Autorità italiana guida le colleghe europee per capire se i giocatori vedano davvero quanto stanno spendendo.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 08-10-2026]

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM, nota comunemente come Antitrust) ha avviato un'indagine, sostenuta e coordinata a livello europeo, nei confronti di diverse società di videogiochi controllate da Microsoft. Al centro dell'inchiesta vi è l'utilizzo delle valute virtuali impiegate nei videogiochi per acquistare contenuti digitali, una pratica che secondo le autorità potrebbe rendere meno trasparente per i consumatori la reale entità della spesa sostenuta. L'iniziativa riguarda in particolare Activision Blizzard e altre società appartenenti al gruppo Microsoft, anche se l'autorità non ha reso noti tutti i nomi delle aziende coinvolte.
L'azione si inserisce in una più ampia strategia coordinata dall'Unione europea attraverso la rete CPC (Consumer Protection Cooperation), il sistema che riunisce le autorità nazionali incaricate di vigilare sul rispetto delle norme a tutela dei consumatori nei Paesi membri. La rete europea aveva già avviato il mese scorso interventi nei confronti di nove aziende del settore dei videogiochi, tra cui Riot Games, Ubisoft e Supercell. In precedenza era stata inoltre aperta un'azione separata che coinvolgeva direttamente Activision Blizzard, oggi parte del gruppo Microsoft dopo l'acquisizione completata nel 2023. Secondo le autorità europee, l'obiettivo dell'iniziativa è promuovere maggiore trasparenza e correttezza nel mercato videoludico, con particolare attenzione alla tutela dei minori. Le verifiche si concentrano sulle modalità con cui vengono presentate e utilizzate le valute virtuali all'interno dei giochi.
Queste monete digitali vengono comunemente impiegate per acquistare elementi estetici, potenziamenti per i personaggi, armi o altri oggetti virtuali. In molti casi il prezzo finale non è espresso direttamente in euro, ma attraverso una o più conversioni in crediti virtuali acquistabili con denaro reale. Secondo l'autorità italiana, proprio questo sistema potrebbe rendere più difficile per gli utenti comprendere con precisione quanto stanno spendendo. Quando il valore degli oggetti è espresso in valute artificiali anziché nella moneta corrente, il collegamento immediato con il costo reale può risultare meno evidente, soprattutto nei videogiochi caratterizzati da acquisti frequenti e di piccolo importo.
L'indagine europea sarà quindi guidata dall'AGCM italiana, che agirà come autorità capofila collaborando con le omologhe di Norvegia e Danimarca. Il coordinamento internazionale riflette la natura transfrontaliera dei servizi videoludici moderni, distribuiti simultaneamente in numerosi mercati europei. Le autorità coinvolte dovranno verificare se le aziende interessate possano aver commesso quella che viene definita una «violazione diffusa» delle norme europee sulla protezione dei consumatori. Tale definizione viene utilizzata nei casi che interessano utenti presenti in almeno tre Stati membri dell'Unione europea. L'iniziativa europea si affianca inoltre a procedimenti nazionali già avviati in Italia nel dicembre scorso contro società del gruppo Microsoft per pratiche legate a due titoli particolarmente popolari: Diablo Immortal e Call of Duty Mobile. Le nuove verifiche non sostituiscono quelle precedenti, ma ne ampliano il contesto all'interno di un quadro di cooperazione continentale più ampio.
Negli ultimi anni le valute virtuali sono diventate un elemento centrale dei modelli economici adottati da molti videogiochi. Pur rappresentando uno strumento diffuso nell'industria, il loro impiego è stato più volte oggetto di attenzione da parte dei regolatori europei, che cercano di garantire una maggiore chiarezza nelle informazioni fornite ai consumatori e di limitare possibili pratiche considerate poco trasparenti. Per Microsoft e per le sue società videoludiche, l'apertura dell'indagine non equivale a un accertamento di responsabilità. La fase appena avviata servirà a raccogliere elementi e a stabilire se le modalità di utilizzo delle valute virtuali siano pienamente conformi alle norme europee in materia di tutela dei consumatori.
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