Microsoft smentisce la leggenda dei Wingdings

Archiviata ufficialmente tra le leggende metropolitane la notizia che circolava sul web da diversi giorni. Charles Bigelow e Kris Holmes, i due autori del font 'Wingdings', non hanno nulla a che fare con gli autori dell'attentato che ha sconvolto l'occidente.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 25-09-2001]

Q33NY usando il font Wingdings di WordAccendi il PC, lancia Wordpad e con il carattere Wingdings a dimensione 72, prova a scrivere: "NYC". E' terrificante!

Questo in sostanza, il messaggio che è impazzato via e-mail e su diversi newsgroups, nelle due settimane che hanno seguito l'attentato terroristico negli States. Questo annuncio, in alcune varianti, invitava il destinatario a digitare sulla tastiera anche "Q33NY", spacciato come codice di uno dei velivoli dirottati e fatti schiantare contro le Twin-Towers.

Digitando la combinazione "NYC" (ad indicare New York City) con il carattere Wingdings, si ottiene in effetti una terna di simboli alquanto emblematica. Un teschio (simile al "Jolly Roger" di piratesca memoria), una stella di David ed una mano chiusa con il pollice rivolto verso l'alto, come fosse in segno di apprezzamento. Inserendo invece la stringa "Q33NY", compaiono invece un aereo, due fogli con delle scritte (che qualcuno ha voluto vedere come le due torri gemelle) e ancora Jolly Roger e stella di David.

Iniziamo dall'analisi della seconda stringa. "Q33NY" non è il codice di alcun volo. I due aerei che hanno colpito le torri del WTC sono stati l'American Airlines Flight 11 e l'United Airlines Flight 175. Evidentemente, qualche buontempone ha cercato di aggiungere un po' di pepe alla notizia originale, inventandosi di sana pianta il codice di un volo, in modo che, agli occhi dei più, esso potesse apparire credibile. Con ottimi risultati, a giudicare dal fatto che state leggendo questo articolo.

Il font Webdings, introdotto nel 1997, è molto più politically correctPer quanto riguarda invece la stringa "NYC", il problema è già stato analizzato diversi anni fa. Le prime rimostranze di molti utilizzatori, che avevano notato l'infelice combinazione, risalgono ormai al 1992, anno in cui il font Wingdings fu disegnato dai grafici Charles Bigelow e Kris Holmes. A quei tempi, Microsoft aprì un'indagine in accordo con la "Lega anti-diffamazione", che si concluse rapidamente con una decisa assoluzione: "nessuna prova di intento malizioso". Gli uomini di Bill Gates, in ogni caso, hanno provveduto a mettersi in pace la coscienza nel 1997, con l'introduzione del nuovo set di caratteri "Webdings", data l'impossibilità pratica di aggiornare l'ormai diffusissimo Wingdings. Nella nuova mappatura della tastiera, la sigla "NYC", dà origine ad un messaggio decisamente più romantico. Un occhio, seguito da un cuore e da una skyline in perfetto stile Manhattan. "I love New York", il messaggio implicito.

A quasi due settimane di distanza dalla strage, la leggenda metropolitana continua comunque a mietere vittime. Soprattutto in Italia, a quanto pare. Sul newsgroup it.eventi.11settembre sono stati recentemente postati una ventina di messaggi inerenti all'argomento. Di post del genere non si trova traccia, invece, sui gruppi di discussione di oltre-oceano, come alt.terrorism.world-trade-center e clari.news.usa.terrorism. Italiani, dunque, eterni creduloni? Parrebbe proprio di sì. Anche se stavolta, in buona compagnia. David Mikkelson, webmaster e ideatore delle "Urban Legends Reference Pages", ha raccontato di aver ricevuto, nei soli due giorni dell'attentato, almeno tre dozzine di e-mail da lettori che segnalavano l'inquietante sequenza.

Sebbene inverosimile, questa valanga di e-mail circolate sulla rete delle reti, deve aver avuto qualche eco pure in quel di Redmond, dato che la Microsoft, per bocca della portavoce Kimberly Kuresman, ha provveduto a negare ogni addebito con una frase di circostanza: "To Microsoft's mind, it's very unfortunate that people are bringing this up again in light of the tragedy".

Ulteriori informazioni sull'argomento, sono reperibili al link:
Urban Legends
Snopes

Un'ultima nota: sempre per restare in tema di improponibili leggende metropolitane, può essere simpatico riportare il testo di un SMS, che per la gioia dei gestori telefonici ha girato il mondo. Il testo del messaggio recitava (in un inglese maccheronico): "Mi stavo chiedendo se potessi passare qualche giorno insieme a te. Tutti quanti sono molto arrabbiati con me e io ho veramente bisogno di un amico. Tuo: Osama Bin Laden". Battuta divertente, ma di gusto discutibile, a giudicare dalle reazioni registrate. In ogni caso, sdrammatizzare non fa mai male. Come diceva Charlie Chaplin: "Un giorno senza risata è un giorno sprecato".

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (1)

{Andrea}
Casuale? Leggi tutto
16-12-2005 10:03

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