I pericoli del cellulare spento

Torna il mito del telefonino attivato a distanza e che funge da microspie anche da spento. Stavolta a ribadirlo è il Commissariato per l'Energia Atomica.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 12-12-2009]

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La "dritta" sembrerebbe autorevole, provenendo direttamente dal responsabile della sicurezza informatica presso il Commissariato per l'Energia Atomica (CEA), l'ente francese che si occupa di difesa e controspionaggio ma anche di alta tecnologia applicata, dalla tutela dell'ambiente ai danni dovuti all'effetto serra, dalle allerte per pericolo tsunami alle nanotecnologie. L'articolo continua qui sotto.

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I precedenti a comprova del sospetto non mancherebbero. Secondo il CEA, già nel 2004 sarebbe stata dimostrata l'intercettazione delle conversazioni e degli Sms al tempo dei giochi olimpici di Atene; più recentemente pare che la stessa HP avrebbe posto sotto controllo i cellulari di alcuni dipendenti sospettati di spionaggio industriale. Altri casi si sarebbero verificati a livello industriale, anche se per ovvii motivi nessuno ha interesse a confermare i fatti; e almeno alcuni degli arresti "eccellenti" di questi ultimi mesi sarebbero appunto da attribuire a intercettazioni di questo tipo.

I portabili attuali, sostiene la fonte, possiedono quasi certamente la possibilità di attivazione da remoto, in modo da trasformarli in microspie ambientali; e gli operatori telefonici possono, a richiesta di organi di polizia o di magistrati, inviare un comando dalla centrale in modo da attivare questa feature, che resta attiva nonostante lo "spegnimento".

Quali i mezzi di difesa e preservare la privacy? Innanzi tutto quello di sempre, scordandosi le altre leggende metropolitane quali la conservazione nei forni a microonde. Metodo scomodo ma efficace, che consiste nel disinserire la batteria; e, in alternativa, l'avvolgere strettamente il cellulare in fogli di alluminio da forno.

In seconda istanza, l'acquisto di un apposito apparecchio quale ad esempio l'AT&T Security Telephone Device 3600 e similari, in grado di crittografare e decrittare al volo le comunicazioni. Ma occorre che tutti gli apparati in uso adottino la medesima tecnologia e comunque restano tracciati spostamenti e soste tra le varie celle del sistema telefonico.

Il rimedio più semplice e a portata di tutte le tasche consisterebbe invece in una specie di "camiciola di forza", un apposito sacchettino in schiuma sintetica o altro materiale in grado di garantire l'isolamento acustico del cellulare; sarebbero già pronti i prototipi, dotati di un apposito led esterno per segnalare le chiamate in arrivo.

Ognuno di questi sistemi possiede evidenti pregi e virtù; ma la cosa un po' inquietante è la prontissima smentita di Ercom, una società di controllo ed ascolto di apparecchi mobili che lavora essenzialmente per il governo francese, che afferma senza mezzi termini che un telefono spento è un telefono spento e basta. A chi bisogna credere?

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 26)

Discussione interessante A mio avviso esiste il modo di accendere un circuito con un pulsante, anche se sicuramente non e' il metodo usato nei cellulari. Il pulsante e' fisicamente in serie al positivo (o al negativo) della batteria, e in parallelo al pulsante un semiconduttore ad alta impedenza (quando non pilotato) come p.es. un... Leggi tutto
20-12-2009 16:48

Sotto tensione sì, ma non "attivo" come nel caso di un interruttore a tempo comandato da un circuito oscillante. Ad ogni modo ho capito cosa vuoi dire. Leggi tutto
17-12-2009 18:17

Esattamente. Hai compreso il concetto ma ovviamente i circuiti raffigurati DEVONO essere alimentati sempre, per funzionare. Nei telefonini sarà un micro SCR a dare l'OK all'accensione o altro integrato che però lo contiene nella fotoincisione. Il diodo 1N4148 montato in antiparallelo al relè, (i relè nei telefonini ovviamente non... Leggi tutto
17-12-2009 00:37

E' che scrivo senza pensare.. direi che hai ragone. Avevo in mente una cosa tipo: interruttore, resistenza elevata, condensatore elettrolitico e zener, una cosa simile al secondo circuito qui, valida per un generico "apparecchio" ma non conveniente in un telefonino.
16-12-2009 21:28

Scusami ma non sono d'accordo. Un circuito a Tempo ha bisogno di una alimentazione comunque, altrimenti non può effettuare la commutazione e riaccendere o riattivare un circuito. Se non si supera l'effetto barriera del semiconduttore, la corrente non passa. Il fatto stesso che si dica "a tempo" vuol dire che c'è un... Leggi tutto
16-12-2009 18:51

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