Cassazione: divieto di link

Trema il Web: il Presidente della Corte di Cassazione "decide" per la responsabilità penale del sito ospitante un link. Fine di Internet?



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 30-04-2002]

Foggia - Carlo Sarzana di S. Ippolito, presidente di Corte di Cassazione, esperto in diritto penale dell'informatica, (presidente aggiunto della Sezione G.I.P. presso il Tribunale di Roma, ha svolto numerosi incarichi presso il Consiglio d'Europa, autore di numerose pubblicazioni su temi giuridici, criminologici, sociologici e di diritto dell'informatica), ha diffidato l'editore della rivista telematica StudioCelentano.it, "informando" che nella relativa newsletter sarebbe comparso un link ad un articolo dal titolo "Accesso abusivo ad un sistema informatico e telematico", che riprenderebbe pagine e "perfino titoli" tratti dal suo volume "Informatica e diritto penale" (Ed. Giuffrè, 1994); nel contempo minacciava azioni legali.

L'articolo contestato è una tesi universitaria della Dott.ssa Panucci, pubblicato in realtà esclusivamente su altro noto sito di interesse giuridico. Quest'ultimo, immediatamente, ed in via cautelare, oscurava le pagine contestate.

Immediata la replica dell'Editore di StudioCelentano.it, l'Avv. Francesco Celentano, il quale si è dichiarato "non poco sorpreso come proprio Sarzana potesse essere incorso in simile gaffe. E non solo pel tenore della sua mail, quanto, v'è di più, per la circostanza che fa riferimento ad un link". "La pagina in oggetto", ha dichiarato Celentano, "non è sulle pagine né sul server di StudioCelentano.it, ma di altro sito, come pure si evinceva dallo stesso indirizzo internet: è solo un link esterno".

"Il magistrato, all'esito della mia email, che mi auguravo chiarificatrice, in quanto gli indicavo anche i legittimati della sua contestazione" (l'editore dell'altro sito che aveva materialmente pubblicato la tesi e l'autrice della stessa tesi), "inopinatamente ha replicato minacciandomi di una risposta più decisa che seguirà, consigliandomi per ora di studiare meglio il diritto dell'informatica, sino a qualificarmi un individuo che continua a fare il cretino". "Ha persino inoltrato" dice Celentano "ed in palese violazione delle comuni norme di diritto, della netiquette e comunque di quelle del buon senso, le mie email, a lui riservate, ad altri magistrati, e con quegli epiteti. Ed il cretino sarei io?"

Non si riesce a comprendere, invero, l'oggetto del contendere. A meno che non voglia sul serio prendersi in considerazione la responsabilità penale dell'editore, in buona fede, del sito ospitante un link ad altro sito - nel caso di specie ad opera che si assume plagiata. Auguriamoci di no! Nel frattempo, la battaglia legale è appena iniziata.

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